La Salute a Torino

I bimbi devono dormire a pancia in su. Ma foto e pubblicità ingannano

Pubblicità e fotografie, si sa, possono influenzare scelte e comportamenti di tutti noi. Negli Stati Uniti, le immagini di bambini che dormono in ambienti non sicuri sono molto diffuse sulle riviste femminili e sui siti web degli archivi fotografici. Ciò potrebbe creare confusione tra i genitori e mettere i bambini a rischio, secondo uno studio presentato al meeting annuale dell’American Academy of Pediatrics (AAP) riunito nei giorni scorsi a San Diego.

 

Le raccomandazioni delle società scientifiche
Dal 1992, l’American Academy of Pediatrics (AAP) raccomanda che i bambini siano messi a dormire sulla schiena per ridurre il rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS), più nota come «morte in culla». L’AAP scoraggia anche il cosiddetto bed-sharing (cioè tenere il bambino a dormire nel letto dei genitori) e consiglia ai genitori di tenere fuori dalle culle gli oggetti morbidi , tra cui cuscini, coperte e paracolpi. «I decessi correlati al sonno rappresentano la terza causa di mortalità infantile, responsabile di oltre 3.500 morti ogni anno», dice Michael Goodstein, neonatologo al WellSpan York Hospital, e professore associato di Pediatria alla Pennsylvania State University.

 

L’ambito della ricerca
Dal momento che pubblicità e fotografie possono influenzare il comportamento, il dottor Goodstein e i suoi colleghi hanno voluto verificare se immagini di riviste e foto utilizzati dagli inserzionisti pubblicitari sono in linea con le raccomandazioni sul sonno sicuro dell’AAP . I ricercatori hanno esaminato i tre siti web di fotografia più popolari e 26 riviste (con un numero medio di lettrici superiore ai 5 milioni; tiratura superiore alle 900 mila copie ; età media delle lettrici 20-45 anni) pubblicate nel 2014 mirati sui genitori in attesa o genitori di bambini piccoli. Hanno trovato 579 foto d’archivio sui bambini che dormono e 12 immagini che accompagnavano articoli o annunci su riviste. Le immagini sono state analizzate in base alla posizione del neonato nel sonno, al luogo in cui dorme (ad esempio, la culla) e alla presenza di altre persone sulla stessa superficie dove dorme il neonato. Inoltre, i ricercatori hanno cercato la presenza di paracolpi, coperte, peluche e altri oggetti.

 

Scarsa consapevolezza delle linee guida
Circa la metà delle foto degli archivi e il 67 per cento delle immagini sulle riviste hanno mostrato bambini posizionati correttamente sulla schiena. Inoltre, solo il 16 per cento delle foto e il 29 per cento delle immagini di riviste ritraevano ambienti sicuri per il sonno secondo le linee guida AAP. «Un terzo delle immagini sulle riviste mostrano bambini che dormono sulla pancia, posizione che raddoppia il rischio di SIDS,» sottolinea il dottor Goodstein. I siti di archivi fotografici preoccupano ancora di più, perché le immagini disponibili su Internet abitualmente rappresentano condizioni di sonno pericolose per quanto riguarda SIDS e soffocamento, ha aggiunto. «Questi risultati sono in linea con la nostra indagine del 2009 sulle riviste — aggiunge Goodstein — , il che suggerisce una persistente mancanza di consapevolezza sulle linee guida per il sonno sicuro da parte degli inserzionisti . I messaggi dei media che sono in contrasto con i messaggi sanitari creano confusione e disinformazione sulla sicurezza infantile del sonno e possono portare involontariamente a pratiche non sicure». Conclude il dottor Goodstein: «Le riviste che sono rivolte a mamme in attesa e neo genitori e i produttori di prodotti per lattanti e loro inserzionisti devono prendere l’iniziativa utilizzando le immagini che promuovono la sicurezza del sonno dei neonati» .

 

In Italia , maggiore attenzione
Anche in Italia, le raccomandazioni sulla posizione dei bambini nel sonno sono riportate su diversi siti istituzionali: da quello del Ministero della salute al sito del Progetto “Genitoripiù” , nato nel 2006 su iniziativa del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 20 di Verona con l’obiettivo primario di sensibilizzare la popolazione, in particolare i neo-genitori, sugli strumenti per promuovere la salute del loro bambino e per una maggior consapevolezza delle loro importantissime risorse, come principali attori nel quotidiano impegno per lo sviluppo sano dei loro figli. Il progetto si inserisce nel Programma nazionale Guadagnare Salute del Ministero della salute e coinvolge tutti gli operatori del percorso nascita in attività di promozione, di formazione e di valutazione. Nonostante l’attività di promozione di un’informazione corretta sulla necessità di far dormire il bambino a pancia in su, proprio per ridurre il rischio di una morte improvvisa, il messaggio non sembra ancora del tutto recepito da mamme e papà, e a volte neppure dal personale dei reparti nascita.

 

Per le mamme vale ancora l’esempio
Nel nostro Paese tuttavia non sono ancora stati condotti studi specifici come quello statunitense. «In generale, nell’acquisire il comportamento corretto sulla posizione del bimbo durante il sonno per una mamma conta di più l’esperienza diretta e visiva», spiega Leonardi Speri responsabile dell’Unità operativa Servizio Progetti e Promozione della Salute, del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 20 di Verona. «È ancora importante dunque come la mamma ha visto mettere il bambino a dormire nel reparto ospedaliero dove è nato — aggiunge Speri — . Se il personale sanitario mette il bambino sul fianco, la mamma tende a replicare quella modalità sbagliata. Uno dei punti importanti per noi è dunque fare in modo che già i colleghi per primi mettano il bambino in una posizione corretta. Cosa non scontata. Se anche tutti coloro che si occupano di pubblicità si allineassero e avessero maggiore cultura su queste cose, sarebbe certo meglio».

 

Fonte: Il Corriere della Sera online

Redazione: Polo cittadino della salute

  • mercoledì, 29 Aprile 2015