La Salute a Torino

Scabbia, malattia conosciuta e curabile

Negli ultimi giorni segnalati nuovi casi in Italia. Ma si tratta di una delle tre infezioni più comuni della pelle. Ci sono farmaci risolutivi. Ecco le caratteristiche della patologia

 

In diverse città italiane sono stati segnalati casi di scabbia. Ultimo in ordine di tempo quello dei tre ragazzi somali scappati dalla struttura di accoglienza per minori di via di Sant’Annibale Maria di Francia a Roma. Attenzione però a non generare allarmismo ingiustificato. La malattia, spesso associata a scarse condizioni igieniche, si può tranquillamente curare e nel nostro Paese, a differenza di quanto si possa pensare, il numero di casi è aumentato a dismisura a partire dagli Anni 70. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla malattia.

 

Che cos’è la scabbia?
La scabbia è una malattia infettiva della pelle. E’ causata dalla presenza di un microscopico organismo, l’acaro Sarcoptes scabiei. Questo, localizzandosi al di sotto della cute, causa una forte sensazione di prurito. Ciò è dovuto alla capacità dell’acaro, generalmente la femmina, di scavare cunicoli nell’epidermide nei quali deporre ogni giorno diverse uova. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è una delle tre infezioni più comuni della pelle che si verificano nei bambini.

 

Quanto colpisce?
Si tratta di una malattia che colpisce prevalentemente le persone che abitano in luoghi affollati e in scarse condizioni igieniche. Dati riferiti al 2009 indicano che ne siano affette circa 200 milioni di persone al mondo. In Italia si è passati dai 3 mila casi degli anni 1989-2000 ai più di 5 mila del 2003.

 

Come si trasmette?
La scabbia è una malattia infettiva è per questa ragione si trasmette attraverso il contatto diretto, specie se prolungato, con la pelle di un individuo infetto. Più raro è il contagio che si verifica attraverso il contatto con oggetti. L’infezione iniziale richiede da quattro a sei settimane per diventare sintomatica.

 

Quali sono i sintomi?
I sintomi caratteristici di una infezione da scabbia sono prurito intenso, eruzioni cutanee e presenza di cunicoli sottopelle. Le tracce di questi ultimi sono spesso lineari al punto che bastano quattro o più chiare linee per la diagnosi della malattia. Ad essere maggiormente colpiti sono mani, piedi, polsi, gomiti, schiena, glutei e genitali esterni. La diagnosi, ad opera di un dermatologo, avviene spesso osservando la presenza dei cunicoli sottocutanei scavati dall’acaro.

 

Come si cura?
Innanzitutto per avere successo la cura deve coinvolgere tutta la famiglia. Obbiettivo fondamentale è interrompere il ciclo di contagio. La guarigione, se ci si attiene alle indicazioni, è garantita nella totalità dei casi. La terapia consiste nella somministrazione a livello cutaneo di farmaci antiparassitari. Il più utilizzato è quello a base di permetrina. Solitamente, nei casi meno gravi, basta una sola somministrazione. In quelli più gravi il trattamento prosegue per almeno una settimana. Esistono anche farmaci per via orale come l’ivermectina ma non è consigliata nei bambini.

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • martedì, 28 Aprile 2015