La Salute a Torino

Numero unico nazionale per la guardia medica

Formazione, potenziamento degli organici, scambio di informazioni, numero unico nazionale.

Servizio da rilanciare

Sono i requisiti alla base del rilancio del servizio di guardia medica a Torino e in Piemonte, coordinato dall’Asl Torino 1, coinvolto nel piano di assistenza territoriale complementare alla revisione della rete ospedaliera.

Migliaia di chiamate

In quest’ottica – rafforzare la presa in carico del paziente tra l’ospedale e il ritorno a casa, utilizzando tutti gli strumenti disponibili per «liberare» i pronto soccorso dai codici bianchi e verdi – termometrosi inserisce la guardia medica, con le sue potenzialità. Nella sola Torino il 5747 riceve 70mila chiamate l’anno (dato 2014). A gennaio 2015, sempre a Torino, il servizio ha registrato 7.526 ore di lavoro, ricevendo 7.669 chiamate, effettuando 2.945 visite a domicilio ed altre 1.057 ambulatoriali.

La formazione

Prestazioni significative, confermate a febbraio e marzo, da cui riparte la Regione. «Mi impegno a verificare tutte le possibilità per sviluppare il servizio, e soprattutto per qualificarlo con una formazione specifica dedicata ai medici di continuità assistenziale», spiega l’assessore Antonio Saitta: consapevole che, a fronte dei numeri, «qualche disguido è fisiologico ma «non deve più accadere». Ne sa qualcosa il lettore che nei giorni scorsi, scrivendo alla rubrica della Stampa «Specchio dei Tempi», lamentava di avere telefonato, invano, per chiedere assistenza.

Organici sotto esame

Consapevole, Saitta, anche del nuovo ruolo che la guardia medica può avere nel piano basato sulle aggregazioni dei medici di base (Aft), con funzione di primo approdo e smistamento del paziente, e i poliambulatori (Uccp) presidiati da medici di medicina generale e specialisti. Così pure, di numeri che per Torino quadrano solo sulla carta. Una delibera della giunta regionale stabilisce nella proporzione di 1 medico ogni 6.500 abitanti la proporzione ottimale del servizio a Torino (qualcosa di meno nel resto del Piemonte): a livello regionale sono in servizio circa mille medici convenzionati per i turni di guardia medica, mentre nella sola Torino i convenzionati sono 72. Di questi: 45 a tempo indeterminato, 7 con contratto annuale e 20 reperibili.

Il caso di Torino

«Sulla carta, la proporzione, considerando gli oltre 4 milioni di abitanti in Piemonte, è rispettata ma la realtà è diversa – conclude Saitta -. E su Torino città la situazione in alcuni momenti è difficile».

Numero unico

Cardine del rilancio sarà la centralizzazione delle chiamate, che oggi interessano 80 linee di continuità assistenziale attive in Piemonte, su un numero unico nazionale destinato a confluire sulle quattro centrali operative collegate alla piattaforma del 118. «Il nuovo numero unico 116117- aggiunge l’assessore – servirà per chiamare la guardia medica ed offrire un servizio operativo H24 su tutto il Piemonte: diventando una rete strutturata con quella dell’emergenza urgenza, favoriremo lo scambio di informazioni e il trasferimento di richieste da un servizio all’altro». Le risposte saranno gestite da operatori e non da segreterie automatiche.

Nuovo assetto

Quando il piano dell’assistenza sarà a regime «la centrale 116117 diventerà un servizio medico non urgente disponibile H24 ed un centro organizzato di ricezione e smistamento delle chiamate per il servizio di disponibilità delle cure primarie».

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • giovedì, 23 Aprile 2015