La Salute a Torino

X° Rapporto ISPRA sulla qualità dell’ambiente urbano: l’importanza delle infrastrutture verdi in città

La presenza di aree verdi aiuta a vivere di più e meglio. Nel capitolo sul verde urbano presente nel “X Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano”, elaborato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e pubblicato da ISPRA, una parte è dedicata alla funzione della vegetazione nella lotta all’inquinamento atmosferico nelle aree urbane. Se nel 1950 solo il 10-15% della popolazione mondiale viveva in centri urbani, oggi si stima che la percentuale si aggiri intorno al 50% con un incremento costante per cui la percentuale dovrebbe raggiungere il 60% entro il 2030.

Ormai una lunga tradizione di studi condotti sull’inquinamento atmosferico, evidenzia la forte correlazione tra inquinanti atmosferici (particolato e ozono) e patologie cardiovascolari, mentre studi recenti confermano l’importanza del verde urbano quale veicolo di benessere attraverso quelli che sono denominati Servizi Ecosistemici che spaziano dal miglioramento del paesaggio, a contributi di natura sociale, ricreativa e funzionale, come il miglioramento della qualità dell’aria, particolarmente in ambiente urbano.

Contestualmente anche le Infrastrutture Verdi tabella benefici ambientalipossono essere utili, per esempio, per giungere ad un migliore bilancio idrico tra suolo ed atmosfera e aiutare a temperare il microclima, ottimizzando il risparmio energetico, custodendo e preservando al loro interno differenti habitat per la sopravvivenza e la riproduzione di avifauna, piccoli mammiferi ed insetti; inoltre possono aiutare il territorio ad adattarsi ai cambiamenti climatici perché sono in grado di aumentare la risposta e la resilienza degli ecosistemi.

Gli studi dimostrano che chi vive in città è meno longevo e ha uno stile di vita peggiore di chi invece abita dove ci sono ampie aree verdi, infatti vi si osserva una minore incidenza di obesità, diabete e malattie mentali, dimostrando che “il verde” incide sulla salute psico-fisica dell’uomo.

Tra i servizi più importanti svolti dalla vegetazione c’è senz’altro la possibilità di migliorare la qualità dell’aria diminuendo le concentrazioni di inquinanti atmosferici, sia abbattendo particolato sulle proprie superfici (es. fogliari) oppure aumentando la turbolenza dei flussi di aria favorendo la dispersione delle particelle presenti.

Di conseguenza, negli ultimi anni, sono stati messi a punto modelli per valutare la quantità di inquinanti abbattuti dalle piante e l’influenza che queste possono avere sulla qualità dell’aria e dell’ambiente. Studi condotti sia su modelli che sul tessuto urbano reale, costituito da strade ed edifici (canyon urbani), hanno dimostrato che la qualità dell’aria può essere influenzata dalla presenza e distribuzione della vegetazione.

I flussi d’aria contenenti inquinanti nelle città si spostano influenzati da più fattori quali le condizioni micro-climatiche e l’assetto urbanistico e quelli che più influenzano lo spostamento e il rimescolamento delle masse d’aria sono il rapporto tra l’altezza degli edifici e la larghezza delle strade e il riscaldamento delle superfici dovuto al sole.

Per favorire sia il ristagno che l’abbattimento degli inquinanti diviene fondamentale allora la presenza di piante e la loro distribuzione dato che alcuni studi hanno evidenziato che dove sono presenti strade con filari di alberi fitti vi sono livelli di inquinanti maggiori rispetto a zone con alberi collocati casualmente; inoltre anche l’altezza e il diametro della chioma sarebbero fattori importanti.

Da questi risultati emerge quindi la necessità di pianificare accuratamente la collocazione del verde urbano (anche su tetti e con l’allestimento di pareti verdi) che sarebbe anche utile per intercettare e limitare la diffusione, nelle zone residenziali, di polveri ed emissioni provenienti da impianti produttivi e/o allevamenti zootecnici con un abbattimento degli odori che può raggiungere il 40%-60%.

Se ne conclude che le infrastrutture verdi sono una risorsa da difendere, implementare e valorizzare, anche in ragione della loro biodiversità, perché possono essere strategicamente rilevanti per risanare la qualità dell’aria nelle aree urbane.

 

Fonte: ARPAT Toscana

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • giovedì, 19 Marzo 2015