La Salute a Torino

Morbillo, l’allarme dell’Oms: “In Europa 22mila casi nel 2014. Fate più vaccini”

Ventiduemila casi di morbillo in appena sette paesi europei nel 2014 e nei primi mesi del 2015. A preoccupare la situazione della Germania dove due giorni fa, a Berlino, è morto un bambino di un anno e mezzo. Dati allarmanti diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che sollecita i governi a moltiplicare gli sforzi e rilanciare le campagne di vaccinazioni. Il piccolo tedesco non era stato sottoposto a profilassi e non è ancora chiaro come si sia ammalato. Il caso riaccende la polemica e il dibattito fra chi punta sulle vaccinazioni e chi sceglie la vecchia prassi del “morbillo party”. Si tratta di una trovata dei genitori che mandano i figli a casa degli amichetti ‘infetti’, con l’obiettivo di farli immunizzare per vie naturali. Da ottobre fino ad oggi sono ben 574 i casi a Berlino: la patologia non aveva mai avuto un impatto così grande dal 2001. L’emergenza ha portato addirittura alla temporanea chiusura di una scuola secondaria.

 

Il morbillo, una malattia virale altamente contagiosa, trasmissibile per via aerea e senza contatto, torna a far paura. Nell’Unione Europea l’85% dei pazienti che si ammalano non è vaccinato. Secondo i dati dell’European centre for disease control, nel 2014 in Italia sono stati segnalati più di 1.667 contagi nel primi 10 mesi del 2014, con un incidenza pari a 2,7 casi per 100.000 abitanti. La situazione più grave è quella della Liguria con 12,4 casi per 100.000, seguita dal Piemonte con 11,8, dalla Sardegna e dall’Emilia.

 

La patologia, stando alle statistiche, uccide fra i due e i tre pazienti ogni mille, divenendo particolarmente rischiosa per gli adulti sopra i 20 e i bambini sotto i 5 anni, ha fatto riaprire il dibattito anche sull’opportunità del vaccino obbligatorio: in Germania contro il morbillo, come contro le altre malattie, è invece facoltativo. Nei più piccoli la patologia può essere letale a causa di complicanze ai polmoni o al cervello.

 

Il problema è quello di una percezione sempre più bassa dei rischi. “Chi si rifiuta di vaccinare il suo bambino non mette solo lui in pericolo, ma anche gli altri”, ha sottolineato il ministro della Salute Hermann Groehe. Per ora la scelta di vaccinare i bambini resta su base volontaria, ha spiegato Groehe, facendo appello all’impegno di medici, asili e scuole a sensibilizzare i genitori. “Se questo non riuscisse una vaccinazione obbligatoria non è un tabù”, ha aggiunto però, venendo subito contestato dai Verdi.

 

A Berlino oltre il 90% dei bambini è vaccinato nel periodo dell’ingresso a scuola: mentre la fascia scoperta è quella degli adulti, soprattutto i nati dopo il 1970, attualmente i più colpiti dall’emergenza. La Germania è dunque ben lontana dal raggiungimento dell’obiettivo dell’Oms, che avrebbe voluto vedere debellata la malattia in Europa entro il 2015. Anche in Italia si è registrato un pesante calo di vaccinazioni obbligatorie (con l’incidenza più bassa degli ultimi dieci anni) – e la diminuzione riguarda soprattutto il morbillo – costato un richiamo al governo da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.

 

Su indicazione della Commissione permanente sui vaccini Stiko, in Germania, il primo vaccino contro il morbillo, in combinazione con quello contro rosolia e orecchioni, viene somministrato fra l’11/imo e il 14/imo mese di vita. Un richiamo segue fra il 15/imo e il 23/imo. Dati recenti pubblicati dall’Oms hanno reso noto che, nel 2013, il morbillo ha fatto quasi 150 mila vittime: circa 400 al giorno. Nella stessa occasione organizzazione mondiale della sanità ha ribadito che il vaccino, in uso da 50 anni, è “sicuro, efficace e relativamente poco costoso”.

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • venerdì, 27 Febbraio 2015