La Salute a Torino

Lorenzin: “La lotta al fumo è una nostra priorità”. Si va verso il divieto in auto in presenza di minori

Il ministero al lavoro su un decreto: «Ma non ci sarà un giro di vite generalizzato». Mai più automobili che si trasformano in “camere a gas” per i bambini a causa delle sigarette fumate dai genitori al volante. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, torna alla carica su un tema che è uno dei suoi “storici” cavalli di battaglia, ovvero la prevenzione contro il tabagismo, e annuncia di avere allo studio un decreto per introdurre lo stop alle `bionde´ in auto in presenza di minori.

L’obiettivo è, naturalmente, prevenire i danni, anche considerando la sempre più giovane età, 11-12 anni, in cui i ragazzi si avvicinano alle sigarette: dopo il divieto di fumo nelle scuole e luoghi adiacenti (fermo restando il divieto di vendita in Italia di tabacco ai minori di 18 anni), Lorenzin pensa dunque alle auto, «essendo ormai acclarati – afferma – i danni da fumo passivo soprattutto tra i giovanissimi». E non solo: il ministro annuncia anche una «ulteriore opera di sensibilizzazione contro la pubblicità occulta e cercando di attivare collaborazioni su base volontaria volte ad evitaremano con sigaretta in autola diffusione di immagini vincenti, soprattutto tra i giovanissimi, legate al consumo di tabacco e all’abuso di alcol». Smentito, invece, il “giro di vite” generalizzato rispetto alle sigarette, con divieti estendibili anche a luoghi pubblici ampi.

In realtà, già nel 2013 Lorenzin aveva provato ad introdurre lo stop al fumo in auto in presenza di minori, presentando in Consiglio dei ministri un ddl ad hoc. Il provvedimento, però, venne bloccato perché il governo dichiarò l’intenzione di lasciare il tema al dibattito parlamentare. Il ministro si rivolse allora direttamente ai parlamentari, con una lettera aperta, chiedendo sostegno nella lotta al fumo: «Se ridiamo la parola ai nostri figli, se li sentiremo dire in auto `papa´ non si passa col rosso’, `papa´ non si dicono parolacce’, `papa´ il fumo mi fa male’, allora a qualcosa forse saremo serviti. È per questo – scriveva – che vi chiedo sostegno, dentro e fuori il Parlamento, per fare un piccolo passo avanti di civiltà».

Oggi, a dieci anni dalla `Legge Sirchia´ che ha vietato il fumo nei luoghi pubblici, Lorenzin dunque riapre un capitolo che sembrava accantonato e rilancia il principio dello stop alle `bionde´ in auto, ottenendo il plauso del Codacons. Una necessità, secondo il ministro, che si basa su fatti concreti: la metà dei bambini, secondo dati Istat, è esposta al fumo passivo già al secondo anno di vita ed il 38% dei piccoli ha un genitore che fuma in casa. Quanto ai danni da fumo, sono ormai noti: asma, bronchite, infarto, tumori sono solo alcune delle conseguenze correlate al fumo di sigaretta certificate dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Quanto basta per far dire al ministro che la lotta contro il fumo «è una priorità dell’Italia e dell’Europa» perché proprio il fumo «è ancora oggi la prima causa di morte, e solo in Italia muoiono per patologie fumo-correlate circa 70.000 persone l’anno». Da qui le misure mirate annunciate da Lorenzin, a partire da campagne di prevenzione contro il tabagismo rivolte soprattutto ai giovani, che sono, ricorda, «la categoria più a rischio».

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • giovedì, 15 Gennaio 2015