La Salute a Torino

Cani e gatti avranno sepoltura al cimitero comunale

È questa una delle novità contenute nel piano approvato ieri dalla giunta regionale. L’idea è consegnare ai Comuni norme e criteri chiari, e regolamentare un settore dove i temi etici si intrecciano agli interessi commerciali.

Se il regolamento sarà approvato anche i cani e gli animali più cari potranno essere sepolti all’interno dei cimiteri, in un’area dedicata. I comuni potranno decidere se affidare la gestione ad un privato o farlo direttamente riservando uno spazio a Fido all’interno del perimetro cimiteriale. È questa una delle novità contenute nel piano approvato ieri dalla giunta regionale.

L’idea della Regione è consegnare ai Comuni norme e criteri chiari, e regolamentare un settore dove i temi etici si intrecciano agli interessi commerciali. L’intenzione è limitare il proliferare dei forni crematori, che negli ultimi anni, spiega Saitta “sono aumentati a dismisura senza alcuna logica”. Con il nuovo piano, che dovrà passare in Consiglio regionale dopo l’approvazione della giunta, vengono fissati dei paletti precisi sulle autorizzazioni a nuovi forni. cimitero animali domesticiCifre sul bacino d’utenza e sul numero di decessi. “Se nascono nuovi forni ad Orbassano, a Ciriè o in altri Comuni della cintura chi opera a Torino correrebbe il rischio di dover chiudere”, spiegano in Regione.

In questo nuovo piano rientrano però anche regole anche sulla sepoltura degli animali. Potranno esserci cimiteri solo per animali d’affezione, come già ne esistono in alcuni Comuni come Moncalieri o Piobesi o, in alternativa, “aree riservate agli animali di affezione” che dovranno essere scelte dai Comuni e concordati con gli operatori. “Non parliamo in alcun modo di cimiteri misti”, chiariscono tuttavia i tecnici della Regione.

Per la parte di costruzione di nuovi impianti crematori si prevede che ci debbano essere 5mila decessi all’anno per un bacino d’utenza di 500mial abitanti. E si fissa pure una distanza minima di 50-70 chilometri da un impianto all’altro, tranne per le città metropolitane. Torino dunque resterebbe fuori per le distanze. E proprio nei prossimi giorni il Comune varerà un bando per costruire un nuovo forno crematorio all’interno del cimitero Parco.

Provvedimento che servirebbe a superare il monopolio di Socrem, così come ha chiesto l’Antitrust che ha stabilito l’obbligo di assegnare il servizio pubblico di cremazione attraverso una gara pubblica. In Consiglio comunale si annuncia battaglia: il capogruppo di Sel Michele Curto è firmatario di una proposta di delibera che prevede l’esproprio dell’attuale forno del cimitero monumentale e la sua concessione con gara pubblica. Una proposta su cui storcono il naso in molti, sia all’interno del PD con i consiglieri Cuntrò e Araldi, sia in Forza Italia, dove il capogruppo Andrea Tronzano dice di essere pronto a contrastare l’inziativa. In questo contesto si inserisce la proposta dell’assessore Stefano Lo Russo che prevede la costruzione di un secondo forno e il mantenimento dell’attuale forno del Monumentale alla Socrem. I nuovi vincoli previsti dal piano della Regione rischiano di complicare il quadro, impedendo la soluzione indicata dal Comune di Torino.

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • giovedì, 18 Dicembre 2014