La Salute a Torino

I malati di “Sla” telesorvegliati: progetto pilota alle Molinette

L’esperimento rappresenta un passo avanti rispetto alla telemedicina. Quaranta i pazienti sottoposti al test. Parte a Torino, per la prima volta in Italia, un servizio di telemedicina con telesorveglianza per i pazienti affetti da Sla. Sono 130 i pazienti seguiti regolarmente con controlli neurologici a domicilio, 42 quelli seguiti in telesorveglianza medica dall’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Un progetto promosso dalla Regione Piemonte, che ha appena deliberato il rinnovo dei finanziamenti per il 2015. Il modello su cui si basa il progetto è quello delle cure simultanee interdisciplinari. Ingresso MolinetteA questo modello si aggiungono – novità assoluta – il Progetto sperimentale di Telesorveglianza medica ai pazienti con insufficienza respiratoria e il servizio di consulenza logopedica domiciliare.

La Telesorveglianza rappresenta un’evoluzione rispetto ai classici progetti di telemedicina e, pur mantenendo elevato il livello di assistenza, ha un costo inferiore, anche per la riduzione degli accessi in pronto soccorso e dei ricoveri. La presenza di strumenti di monitoraggio giornaliero consente di esplorare diversi ambiti clinici al domicilio dei pazienti che utilizzano la ventilazione meccanica. Non solo quindi i livelli di ossigeno, ma l’entità delle secrezioni, la frequenza respiratoria, la capacità deglutitoria, con possibilità di collegamento visivo attraverso video chiamate con uno pneumologo, che ha il compito di  monitorare giornalmente ogni paziente. I pazienti ed i loro familiari o assistenti tramite strumenti touch screen inviano allo pneumologo le informazioni giornaliere e bisettimanali in via telematica. In questo modo vengono raggiunti risultati ottimi in termini di soddisfazione e di riduzione di accessi in ospedale.

Il servizio di consulenza logopedica ambulatoriale e domiciliare permette invece di scegliere in modo individualizzato i migliori strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa per i pazienti che, a causa della malattia, non sono più in grado di comunicare attraverso la parola e la scrittura.

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • mercoledì, 19 Novembre 2014