La Salute a Torino

Sanità, troppi esami e visite superflue. Sprecati 10 miliardi

Uno spreco che toglie alle casse del Sistema sanitario nazionale 10 miliardi di euro. Esami e visite mediche inutili che rappresentano oltre il 10% della spesa sanitaria. E almeno il 58% dei medici la pratica. E’ il fenomeno della medicina difensiva, la tendenza a prescrivere controlli inappropriati o in eccesso. L’allarme arriva da uno studio pilota elaborato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) nel corso del workshop ‘Medicina difensiva – Sperimentazione di un modello per la valutazione della sua diffusione e del relativo impatto economico’.

 

Il campione

Lo studio è stato effettuato in 4 regioni (Lombardia, Marche, Sicilia, Umbria) su un campione di circa 1.500 medici ospedalieri. Il 58% degli intervistati ha dichiarato di praticare la medicina difensiva e per il 93% il fenomeno è destinato ad aumentare. E ancora: le prestazioni più frequenti per cui la si pratica sono nel 33% gli esami laboratorio, sempre per il 33% gli esami strumentali, per il 16% le visite specialistiche e per il 6% il comportamento è quello di non fornire cure potenzialmente efficaci ma ad alto rischio complicazioni.

 

Le cause

Per i camici bianchi, le cause principali del fenomeno sono per il 31% la legislazione sfavorevole per il medico, per il 28% il rischio di essere citati in giudizio e per il 14% lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste, pressioni e aspettative da parte del paziente e dei familiari. Secondo gli intervistati le azioni potenzialmente efficaci per ridurre la medicina difensiva sono per il 49% attenersi alle evidenze scientifiche e per il 47% riformare le norme che disciplinano la responsabilità professionale.

 

Le denunce

Secondo i dati del Cineas (Consorzio universitario per le assicurazioni), l’80% dei medici dichiara di aver subito una denuncia o un esposto per eventi avversi durante una procedura medica. Il 54%, per non incorrere in denunce, prescrive più esami del necessario, in modo da ‘difendersi’ da eventuali cause legali. L’indagine di Cineas è stata condotta sui membri dell’Associazione chirurghi ospedalieri (Acoi), per verificare se gli specialisti conoscessero le norme sulla responsabilità professionale, ma anche il livello di preoccupazione sulle condizioni e i costi dell’assicurazione. E’ emerso che l’86% dei medici è fortemente preoccupato di essere denunciato, l’83% teme di perdere il proprio patrimonio personale, il 77% di mettere a rischio la propria reputazione. Inoltre l’86% dichiara di praticare “l’esclusione o il non trattamento di pazienti a rischio, oltre le normali regole di prudenza”, mentre il 92% pensa che le norme sulla responsabilità medica abbiano ripercussioni sul rapporto medico/paziente.

 

Fonte: La Repubblica  on line

Redazione: Polo cittadino della salute

  • martedì, 18 Novembre 2014