La Salute a Torino

Altroconsumo: “Farmaci introvabili, altri ricomparsi con prezzi 16 volte più alti”

Farmaci essenziali carenti sul mercato: i pazienti non li trovano e non hanno alternative. Con alcuni casi limite: medicinali spariti dalla distribuzione e poi riapparsi mesi dopo, con prezzi aumentati anche di 16 volte, passando da 5,23 euro a 85,33 euro, come nel caso del chemioterapico Alkeran. E’ la denuncia di Altroconsumo, secondo cui la carenza di alcuni medicinali è un “problema reale e persistente” e “molti di questi farmaci sono di classe A, cioè ritenuti essenziali”.

 

“Da febbraio 2014 ad agosto 2014 – sottolinea l’associazione – sono arrivate attraverso il nostro sito 170 segnalazioni da consumatori e farmacisti. Segnalate sia carenze di prodotti su cui c’era già stata comunicazione ufficiale, noti all’Agenzia italiana del farmaco e reperibili sul sito Aifa, sia carenze non note, né ufficiali, non comprese nell’elenco di Aifa, ma reali, tangibili, segnalate dai consumatori e inoltrate da Altroconsumo all’Aifa”.

 

“Dietro la ‘sparizione’ di un farmaco ci possono essere diverse motivazioni: problemi produttivi o regolatori, esportazione parallela, traffici illegali. Ma ha attirato la rabbia dei pazienti e la curiosità di Altroconsumo – spiega l’associazione – il caso di 3 anticancro, Alkeran, Leukeran, Purinethol, tutti della Aspen Pharma: scomparsi dalla circolazione in momenti diversi sono riapparsi con un prezzo lievitato, rispettivamente da 5,23 a 85,33 euro (+1.630%), da 7,13 a 90,20 euro (+1.265%), da 15,98 a 90,35 euro (+565%). ‘Delta’ di prezzo enormi – denuncia l’associazione – tali da portarci a chiedere immediate spiegazioni formali all’Aifa che ha rinegoziato il prezzo con la casa produttrice, e al ministero della Salute. Una lettera di Altroconsumo indirizzata alle due istituzioni non ha ancora ricevuto risposta”.

 

“In qualche caso – denuncia ancora Altroconsumo – la carenza è risolvibile chiedendo al medico la prescrizione di un farmaco equivalente. Quando non ci sono alternative, il problema per i pazienti può diventare più serio. Se le carenze sono note ad Aifa, l’Agenzia può mettere in atto azioni di monitoraggio e adottare misure di contenimento del disagio per i pazienti (per esempio autorizzare l’importazione del medicinale dall’estero); se invece le carenze non sono note ad Aifa, nessuna misura di protezione per i pazienti può essere adottata”.

 

“Il fenomeno è complesso e deve essere affrontato e risolto con la collaborazione di tutti i soggetti sul mercato, in primis i farmacisti che hanno in passato cercato di attirare l’attenzione sul problema. L’attività di monitoraggio dovrebbe essere incrociata; i singoli farmacisti, le associazioni di categoria dovrebbero essere coadiuvati nel segnalare ad Aifa e al ministero della Salute le carenze di medicinali che riscontrano nel lavoro quotidiano. Auspicabile attivare un servizio di segnalazione delle carenze rivolto ai consumatori”, conclude l’associazione.

 

Fonte: La Repubblica online
Redazione: Polo cittadino della salute

  • martedì, 30 Settembre 2014