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Gratta e vinci, ma non facilmente. Il 60% fa recuperare quanto pagato

“Ti piace vincere facile?”, chiede una voce ammiccante in uno degli spot dei gratta e vinci. In realtà non è proprio così. Su 51 tipi di lotterie istantanee attualmente in commercio (dal “mega miliardario” a “i tesori del pascià” fino a “turista per sempre”), il 60% degli oltre 2,2 miliardi di biglietti stampati permette di vincere solo l’importo del biglietto giocato. Mentre i premi più alti (fino a 500mila euro) li si può trovare solo nello 0,000025% dei tagliandi. Un ago nel pagliaio.

 

Sono questi i risultati sorprendenti di uno studio realizzato da Osvaldo Asteriti, avvocato romano che ha creato un blog in cui svela i lati oscuri dei gratta e vinci. “Nonostante la loro apparente innocuità, che sembra renderli adatti anche ad essere regalati ai più piccoli, i gratta e vinci presentano la stessa pericolosità di altri giochi che destano maggiore allarme, come le slot machine”, scrive. Il pericolo sta proprio l’elevato numero di vincite pari al biglietto giocato. “Questo meccanismo induce a rigiocare la somma recuperata -aggiunge l’avvocato-, nella speranza di vincere un premio vero, alimentando così la dipendenza patologica. Le vincite massime hanno solo la funzione di specchietto per le allodole”.

 

L’avvocato Asteriti ha spulciato tutti i decreti istitutivi delle lotterie istantanee (pubblicati sul sito dei Monopoli di Stato www.aams.gov.it) e ha scoperto per esempio che “Il nuovo dado matto” prevede anche tagliandi in cui si vince la metà di quel che si è giocato (5 euro). Oppure, nel gratta e vinci “10° anniversario”, attivo dal 31 marco 2014, su 25,3 milioni di premi ci sono solo 6 premi massimi (pari al 0,000023%), mentre quelli con lo stesso importo del biglietto sono 19,4 milioni (pari al 76,6%).

 

Fonte: Redattore Sociale
Redazione: Polo cittadino della Salute

  • giovedì, 25 Settembre 2014