La Salute a Torino

17 milioni di italiani pronti alla partenza: dagli esperti le regole per l’alimentazione in viaggio e non solo

La vacanza per molti è formato famiglia. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo Giovanile sono infatti oltre 5 milioni le famiglie che ogni anno si muovono con i propri figli, spesso piccoli, al seguito. Un totale di più di 17 milioni di italiani pronti a partire per l’estate e le vacanze.
Quali le mete preferite? Su tutte, per le famiglie vince il mare (62% delle preferenze), e tra le regioni italiane le più gettonate sono Puglia, Sicilia e Sardegna. Per gli amanti della montagna (11%) vince di il Trentino Alto Adige, a seguire Lombardia, Abruzzo e Tirolo Austriaco.

Ma, come si sa, per arrivare a destinazione spesso si è costretti ad attraversare tutta la Penisola e per i lunghi spostamenti il mezzo preferito dal 63% delle famiglie è l’auto. Nella maggior parte dei casi (73%) si resta in Italia, ma il 22% preferisce mete straniere (un trend in crescita negli ultimi anni) e non manca un 4% di famiglie che si sposta durante le vacanze visitando località sia italiane sia estere.
Per molti dunque lunghe attraversate fatte di autostrade e strade più o meno trafficate. Ma come affrontare, in questi casi, le molte ore di viaggio con i bambini? Cosa mettere in borsa per spezzare la fame? E una volta giunti a destinazione quale merenda scegliere?
Insieme alla dott.ssa Valeria Del Balzo, biologa nutrizionista e consulente scientifico di www.merendineitaliane.it – il sito nato con lo scopo di dare risposte chiare ed esaustive sulla merenda attraverso un comitato scientifico di 17 esperti di varie discipline – scopriamo qual è il modo più giusto per affrontare questo pasto della giornata; come cambia in estate e quali regole tenere a mente per una corretta alimentazione in vacanza.

 

VIAGGIARE IN AUTO: MEGLIO A STOMACO PIENO E CON POCHI GRASSI
L’auto è il mezzo preferito da oltre 6 famiglie su 10, poiché quando si hanno bimbi piccoli risulta la più comoda e conveniente e, spesso, una soluzione quasi obbligata. Ma gli spostamenti sono spesso molto lunghi e per affrontarli al meglio è utile tenere a mente alcune preziose regole.
«Un consiglio per tutta la famiglia: meglio mangiare prima di mettersi in macchina e partire a stomaco pieno – ricorda Valeria Del Balzo, biologa nutrizionista – ma soprattutto fare un pasto più solido che liquido. Se si parte al mattino l’ideale sarebbe fare colazione un paio d’ore prima della partenza, con latte o yogurt accompagnati da una merendina semplice, un piccolo panino, un pacchetto di cracker, biscotti o fette biscottate, ed evitare alimenti grassi che impegnino troppo la digestione».

Se il viaggio è lungo, ma non solo, spesso in agguato c’è il mal di moto (o chinetosi) che è molto comune nei bambini ed è assai difficile da gestire.
«Per quei bambini che patiscono i viaggi in auto consiglio di non dare molti liquidi durante il viaggio: se in macchina c’è un clima adeguato per un paio d’ore non corrono il rischio di disidratazione – continua la dottoressa Del Balzo – è importante però fare delle soste, almeno ogni due ore, per dare tempo al bambino di bere e riprendersi. In questo caso si può offrire loro acqua, tè e succhi di frutta diluiti, che dissetano e reintegrano i sali minerali persi senza fornire troppi zuccheri».

E durante le soste, spuntino sì o no? La regola della prof.ssa Del Balzo è molto semplice: «si deve rispettare, anche in viaggio, la regolare distribuzione in 5 pasti durante la giornata (pranzo e cena, una merenda a metà mattina e una a metà pomeriggio), senza eccedere. Se il viaggio è molto lungo e alcuni pasti vengono consumati fuori ci si deve ricordare sempre di non appesantire il bambino, prediligendo primi o secondi leggeri, con verdura e frutta e per merenda scegliere sempre cibi solidi e facilmente digeribili».

 

LUNGHI VIAGGI IN NAVE O AEREO? ATTENZIONE NON ECCEDERE NEL NUMERO DEI PASTI
Se è vero che la maggior parte delle famiglie si muove in auto, per raggiungere le tanto amate isole, Sardegna e Sicilia, che si collocano in vetta alle preferenze delle famiglie in vacanza, ci si trova anche a imbarcarsi e muoversi per un tratto in traghetto. In questo caso l’insidia “mal di mare” è dietro l’angolo.
«L’alterazione in mare è la stessa che si verifica con il mal di moto – spiega la dott.ssa Del Balzo – ci si può aiutare mangiando prima di imbarcarsi, e, in caso di fastidi, optare per piccoli spuntini con cibi solidi, come un biscotto o una fetta biscottata».

Un 22% delle famiglie, poi, scelgono le vacanze all’estero e l’aereo spesso è il mezzo prescelto: come comportarsi in questo caso?
«Se si viaggia in aereo per viaggi brevi, in Italia o in Europa, non ci sono particolari accortezze da rispettare, e si può mangiare prima o dopo il volo rispettando la regolare alimentazione. Mentre in caso di lunghi voli che contemplino anche il cambio di fuso orario è importante fare attenzione a quanto viene servito, evitando le portate troppo condite e la presenza di creme, e non eccedere nel numero di pasti. È fondamentale fare in modo che il bambino non venga sovraccaricato, anche per consentirgli di abituarsi gradualmente al nuovo fuso orario».

 

TUTTI AL MARE! SOTTO L’OMBRELLONE VINCE LA LEGGEREZZA
Armati di palette e secchiello, le famiglie italiane hanno il mare nel cuore: meta irrinunciabile per 6 famiglie su 10. E prima di lasciarsi travolgere da bagni, castelli di sabbia e tanto sole, ecco qualche consiglio su cosa portare per i propri bambini sotto l’ombrellone.
Per la merenda di metà mattina per quei bambini che fanno una colazione soddisfacente meglio prediligere della frutta: «è leggera, dissetante, contiene acqua, minerali e vitamine, ingredienti utilissimi per reintegrare i liquidi persi correndo sotto il sole. Inoltre non appesantisce e consente di tornare presto a giocare in acqua», commenta la dott.ssa Del Balzo dalle pagine del sito www.merendineitaliane.it. E per convincere i più restii consigliamo di puntare sul colore: i frutti di stagione ce lo consentono, e dunque si potrà proporre al proprio bambino una merenda “arancio” con albicocche e una fetta di melone, una “gialla” con pesche e prugne oppure “rossa” come l’anguria.

Per quanto riguarda la merenda di metà pomeriggio le scelte sono più varie.
«Si può puntare su una merendina confezionata, magari scelta tra le più semplici o le refrigerate, comoda, igienica e già porzionata – spiega la nutrizionista – Bene anche un gelato, che può essere una buona soluzione a merenda, mentre evitate di proporlo come dopo cena, un frullato a base di latte e frutta, fresco e dissetante, oppure un classico dei tempi passati, pane e pomodoro».

La disidratazione è sempre in agguato nei bambini. Spesso, infatti, presi dai loro giochi dimenticano persino di bere. Ecco perché è molto importante avere sempre dell’acqua fresca potabile a disposizione.
Un errore da non commettere in spiaggia è portare cibo pesante.
«Attenzione a non appesantire i bambini – ammonisce la nutrizionista – niente panini o pizza per merenda o altri alimenti che richiedono una digestione laboriosa. E se pranzate al mare scegliete farciture leggere per i panini, senza creme o salumi troppo grassi, e optate per le verdure, come insalata o pomodori. Per cena invece puntate sul pesce: una vacanza di questo genere è una buona occasione per sperimentare varietà diverse da quelle consumate abitualmente a casa».

 

IN MONTAGNA MAI SENZA UN DOLCE E UNA BORRACCIA D’ACQUA FRESCA
Posto che il mare è la meta preferita dalle famiglie, c’è tuttavia un 11% che a palette e secchiello preferisce le lunghe passeggiate in alta quota. E tra un’escursione, un gioco e una corsa per i boschi, cosa mettere nello zainetto dei propri bambini?
«Per reintegrare velocemente l’energia consumata durante lo sforzo, soprattutto se intenso o prolungato – raccomanda la Del Balzo – è preferibile portare con sé nello zaino una merenda dolce confezionata, di poco ingombro e facile da trasportare, magari piccola, ma digeribile e ricca di energia, con frutta secca o marmellata oppure al cioccolato, oppure dei biscotti. Anche in montagna è importante avere sempre delle bevande a portata di mano, come acqua, tè leggermente zuccherato o succhi di frutta diluiti, perché maggiore è l’altitudine maggiore è rischio di disidratazione».

 

IN VILLAGGIO E CROCIERA… OCCHIO ALLA MERENDA “24 ORE SU 24”
Oltre a mare e montagna, anche le strutture ricettive e i pacchetti “all inclusive” costituiscono destinazioni attraenti. Perfette per il relax dei genitori e per il divertimento dei figli. Ma tra una lezione di aerobica e una rilassante seduta a bordo piscina, attenzione ai bambini e al… buffet!
«In quei luoghi in cui c’è disponibilità di alimenti 24 ore su 24 – raccomanda la nutrizionista sul sito merendineitaliane – i bambini possono facilmente accedere ad una serie di cibi senza controllo. È importante fare attenzione che non mangino in continuazione e rispettino la distribuzione regolare dei pasti nell’arco della giornata. Anche se si è in vacanza ci si deve sforzare di mantenere i ritmi abituali. Il rischio da evitare è assumere alimenti troppo grassi, con un intake calorico eccessivo, e prendere abitudini scorrette da cui è difficile liberarsi una volta rientrati a casa».

 

DALLE CREME ARTIGIANALI AI CONDIMENTI TROPPO GRASSI: TUTTI I CIBI DA EVITARE
Se i nutrizionisti sono concordi nel promuovere in estate un maggior consumo di frutta e verdura, cosa è meglio non mangiare per non correre rischi inutili?
«Meglio evitare cibi poco cotti, frutta che non si possa sbucciare, salse, creme di produzione artigianale (non potendo sapere come sono state preparate e con quali ingredienti), ghiaccio e acqua non imbottigliata o ben sigillata, cibi fritti o troppo grassi – consiglia la Del Balzo – in spiaggia no ai cibi venduti dagli ambulanti e ai panini imbottiti con condimenti grassi».

Importante anche il capitolo bevande.
«Attenzione poi a non dare bevande troppo fredde e gassate o dolci, di cui spesso in estate si abusa», ricorda la nutrizionista. E se siete in una località esotica prima degli 8-9 anni di età dei vostri bambini meglio non sperimentare la cucina etnica, spesso e troppo speziata e piccante, che potrebbe essere poco digeribile.

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • venerdì, 25 Luglio 2014