La Salute a Torino

Esce il II Rapporto del Benessere di Istat e Cnel, come stanno gli italiani?

I nuovi dati del 2° Rapporto del Benessere Equo e Sostenibile presentati ieri da Istat e CNEL danno l’immagine di un Paese che, dopo il crollo dell’anno scorso, mantiene sostanzialmente stabili i propri livelli di benessere percepito. Bene il livello fisico, ma meno quello psicologico. E’ stato presentato ieri il secondo Rapporto del Benessere Equo e Sostenibile in Italia, redatto da Istat e CNEL. I dati raccolti offrono l’immagine di un Paese che, dopo il crollo dell’anno scorso, mantiene sostanzialmente stabili i propri livelli di benessere percepito, attestato a un 35%. Tuttavia vi sono dei non trascurabili distinguo, in particolare per l’aspetto psicologico.
Non a caso, il perdurare di un difficile contesto – il clima d’incertezza e di crisi – ha inciso in modo considerevole sul grado di soddisfazione rispetto alla propria vita, specie in quelle fasce di popolazione che più erano ottimiste fino allo scorso anno.

 

Questo effetto si nota soprattutto tra i giovani, il cui indice cala di ben 4,5 punti – tra i laureati si conta 1 punto percentuale in meno. Quando alle differenze tra Nord e Sud, nel settentrione la fiducia nelle prospettive future cala di 1 punto contro una sostanziale stabilità al Centro-Sud. Le differenze poi non si notano soltanto in ambito donna pensierosaterritoriale, ma anche nei due genere, con le donne che si confermano meno soddisfatte degli uomini (61,2% contro il 65%), con differenze che si accentuano a partire dai 45 anni in poi.
Nonostante le probabili differenze, il quadro che ne esce è eterogeneo, e non deve essere analizzato con un’unica chiave di lettura se lo si vuole rendere strumento reale di azioni mirate.

Questa eterogeneità si riflette per esempio sul fronte del benessere più propriamente fisico: da un lato si conferma sempre più la tendenza ormai di lungo periodo verso un miglioramento costante delle condizioni di salute della popolazione. Per esempio, si va allungando la speranza di vita per uomini e donne e si riducono le principali cause di morte evitabili per bambini, giovani e adulti. Tuttavia, per contro, i comportamenti atti a promuovere uno stile di vita sano continuano a rimanere stabili, e persistono situazioni di sedentarietà, obesità ecc. Questo può significare che i cittadini non riescono a mettere in pratica e fare proprie tutte le indicazioni che in tal senso gli arrivano da ogni parte.

 

Non solo, il BES ci dice che se l’indice di stato fisico della popolazione è complessivamente migliorato tra il 2005 e il 2012, è peggiorato l’indice di stato psicologico nella popolazione adulta.«Questi dati – afferma Stefano Agostini, Pres. e AD Gruppo Sanpellegrino – ci confermano la strada che abbiamo intrapreso già dall’anno scorso per promuovere una cultura del benessere soggettivo. Come azienda leader nel panorama nazionale e internazionale, crediamo che sia nostra responsabilità raccogliere le sfide che nascono dallo scenario socio-economico e trovare soluzioni sostenibili da proporre ai cittadini, soprattutto considerando che operiamo nel mercato di un bene così prezioso per la salute come l’acqua. L’idratazione è una componente fondamentale per uno stile di vita sano e da anni siamo impegnati nella promozione della cultura di una corretta idratazione».

«Ed è dalla volontà di trovare un modo sempre più efficace e “vicino” alle persone di consolidare questa cultura che nasce la nostra campagna sul benessere soggettivo – prosegue Agostini – Il cuore di questo progetto è infatti la valorizzazione della dimensione soggettiva dello stare bene, uno stare bene alla portata di tutti, perché nasce dalle proprie necessità, abitudini e inclinazioni, e perciò stesso più perseguibile, anche in momenti di difficoltà come l’attuale. Non regole auree uguali per tutti, ma una strada individuale per rendere perseguibile nel proprio quotidiano il “proprio” benessere, a iniziare da un’idratazione tarata sui propri gusti, ritmi di vita, abitudini».

 

«I nuovi dati ci confermano che la strada è giusta e che c’è ancora molto da fare. Ecco perché quest’anno Sanpellegrino vuole andare a parlare di Benessere Soggettivo, insieme al CNEL, nelle Università italiane, con incontri dedicati nei quali il tema verrà affrontato grazie al coinvolgendo di istituzioni e comunità scientifica; sono infatti i più giovani a esprimere il maggior grado di ottimismo verso il futuro, ma al tempo stesso quelli che registrano il calo più significativo in termini percentuali di fiducia nelle prospettive future. E il Benessere Soggettivo, già radicato all’estero, è un argomento ancora pressoché sconosciuto nei nostri atenei» – conclude il Presidente e AD del Gruppo Sanpellegrino.

 

Fonte: La Stampa online

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • lunedì, 30 Giugno 2014