La Salute a Torino

Uno studente su tre conquistato dalle sigarette

Secondo un’indagine di Astra Ricerche con la fondazione Veronesi a Torino gli adolescenti fumano più che nel resto d’Italia dove la media è del 22%. E le femmine hanno superato i maschi. A Torino e in Piemonte fuma un adolescente su tre e le ragazze in questa pessima pratica hanno superato i ragazzi. È il risultato sconfortante (a livello nazionale i dati parlano di un 22 % di fumatori tra i 15 e i 24 anni) dell’indagine condotta da AstraRicerche con la Fondazione Umberto Veronesi su 900 studenti delle superiori.

L’occasione è stata la mostra «No smoking be happy» che si conclude mozzicone gigantedomani al Palazzo della Regione, in piazza Castello, portata a Torino grazie al Progetto Diderot della Fondazione Crt e visitata da 3000 ragazzi. La mostra illustra i danni da fumo attraverso exhibit «che lasciano il segno» e utilizzano un linguaggio semplice e diretto. «Rendere consapevoli i ragazzi del rispetto verso se stessi e gli altri è fondamentale: il problema del fumo coinvolge sempre più giovani e di età sempre più bassa», sottolinea Anna Chiara Invernizzi, Vice Presidente della Fondazione Crt.

Sempre più piccoli
Fuma il 32,7% dei ragazzi piemontesi – il 30% dei maschi e il 35% delle femmine -, il 14% lo fa in modo saltuario, il 18,7% regolarmente. «L’età della prima sigaretta si abbassa sempre più», spiega il sociologo Enrico Finzi, presidente di AstraRicerche. «Il momento critico è il passaggio dalle medie alle superiori». Il 30,1% inizia infatti a 14 anni, il 17,4% a 13 e c’è persino un 6,5% che inizia prima dei 12. «Per questo è fondamentale cominciare presto – prosegue Finzi – ad educare i ragazzi». Una vera urgenza, se si pensa che tra i 14 e i 18 anni si passa dal 14% al 57% di fumatori. Non solo. Dai questionari emerge che il numero medio di sigarette al giorno è 7. « Si tratta di una spesa di 640 euro con la quale si potrebbero fare tante cose», dice Finzi.

Le motivazioni
Perché si fuma? Perché lo fanno tutti, per essere accettati nel gruppo, per un presunto effetto socializzante. Poi c’è il fumo come risposta all’ansia, allo stress, al nervosismo, ai piccoli e grandi dispiaceri della vita. La metà dei ragazzi dichiara di non avere intenzione di fumare. Come Giovanni, studente di un istituto tecnico, che ieri ha visitato la mostra con la sua classe. «Ho quasi 16 anni, ho iniziato un anno fa con gli amici. So benissimo che è sbagliato, conosco i rischi, ma non ho intenzione di smettere. Per almeno un annetto, poi gradualmente mi porrò il problema. Prima della maturità». Andrea invece ha detto no: «Gli amici me l’hanno proposto, ma ho rifiutato». Idem Stefano: «Io non fumo ma ho amici che fumano. Alcuni vengono a scuola con i soldi per la merenda, ma poi li usano per le sigarette. E io devo offrire loro la merenda…».

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • venerdì, 23 Maggio 2014