La Salute a Torino

Dieta e salute: la visione orientale

La dietetica cinese, diversamente da quella occidentale, elabora caratteristiche specifiche per ogni individuo al fine di donare equilibrio a mente e corpo. Una via di salute che vanta una sapienza millenaria. Ogni individuo è una creatura a sé. E’ pertanto difficile credere nell’esistenza di una cura o una dieta che possa essere benefica per tutti – una cura standard. Questo, probabilmente è il motivo per cui ci sono persone che sono riuscite a star bene utilizzando un particolare metodo che su altri ha fallito. Ciò che è complicato, però, è il riuscire a identificare tali differenze per trovare il rimedio più adatto. In questo ci viene in aiuto l’antica medicina cinese che, alla stregua di altre discipline orientali, pone l’accento sull’individualità di una persona.ciotola

Ognuno di noi è un universo a sé e come tale va trattato. Se perciò dobbiamo indicare una dieta personalizzata, dobbiamo tener presente tutta una serie di fattori. La persona più “sanguigna”, per esempio, non potrà certamente adottare lo stesso tipo di dieta di un individuo flemmatico. E questo è valido anche se le due persone condividono lo stesso tipo di patologia. Tra i diversi elementi che vengono presi in considerazione vi sono i colori degli alimenti che, a seconda di quali sono, possono incidere più o meno su un determinato organo. Per esempio, «I cibi di colore bianco appartengono all’elemento Metallo e dirigono la propria azione sul polmone (aglio, cipolla, porri, ravanelli ecc.)», spiega Margherita Piastrelloni nel trattato “Dietetica Cinese” edito dalla Casa Editrice Ambrosiana. Ma anche la consistenza degli alimenti è fondamentale «Masticare prodotti duri, di consistenza simile al legno e ai noccioli di frutto, stimola l’elemento Legno. […] Masticare prodotti molto umidi, di consistenza molle, stimola l’elemento Acqua», continua Piastrelloni.

Preso atto di queste considerazioni, vi è tuttavia un problema: con l’industrializzazione e la civilizzazione sono sorti altri “elementi di disturbo” che devono essere considerati. Se ipoteticamente ci cibiamo di alimenti provenienti da serre, o colti prima della maturazione, dobbiamo essere consapevoli del fatto chenon potranno di certo contenere la stessa vitalità di quelli cresciuti al sole o, meglio ancora, vissuti in maniera selvatica nel loro ambiente naturale. Ma il vero pilastro della scienza medica cinese si basa sui sapori che sarebbero dotati di diverse caratteristiche e proprietà. L’amaro, per esempio, è un sapore che tende ad asciugare ed evacuare. Mentre il dolce è dotato di virtù rilassanti. «Per esempio, mangiando cibi dolci e caldi, uno spasmo gastrico tende ad allentarsi». Quando si parla di dolce bisogna però non confondere quello naturale con quello eccessivo come lo zucchero bianco che genera una grande quantità di umidità.

Discorso ancora completamente differente è riuscire a differenziare le proprietà dei principi attivi. Un alimento può essere classificato nella sua totalità, ma se assumiamo esclusivamente un principio attivo il discorso cambia. «Se vogliamo mangiare una carota, dovremmo mangiarla dalla cima sino alla radice, perché, se ne mangeremo solo una parte, otterremo degli effetti che non sono propri di tutta la carota, ma solo di una parte. Portando all’eccesso questo ragionamento, se togliamo dalla carota una sostanza e la concentriamo, otteniamo un concentrato di vitamina A o carotene, che non è più carota», spiega Margherita Piastrelloni.

Secondo gli autori di “Dietetica Cinese” la nostra società, a differenza di altre più povere, soffre maggiormente di problemi da eccesso, piuttosto che da carenze. Uno molto diffuso, per esempio, è quellodell’eccesso di calore che potrebbe causare tossicità e ristagno e, di conseguenza, anche malattie piuttosto importanti come tumori, coliti, sanguinamenti eccetera. Probabilmente, per tale motivo, si dice che è più indicata una dieta vegetariana tendenzialmente più “fresca”. In una società come la nostra «si assiste a un circolo vizioso di eccessi. La gente beve caffè, si eccita troppo e allora ha bisogno di fumare, poi di bere alcolici e quindi di prendere dell’altro caffè: in questo modo si assumono molte sostanze nocive e povere dal punto di vista nutrizionale», sottolinea la Piastrelloni.

Chiaramente, non avvertiamo gli effetti nocivi perché sono alimenti che usiamo ogni giorno, ma se per una quindicina di giorni ci astenessimo dall’assumere caffè, il sedicesimo, appena riiniziamo a berlo è probabile che non si riesca a più a dormire. Altro problema tipico occidentale è l’uso smodato di latte e latticini. Secondo Piastrelloni e altri autori, l’alimento è troppo umidificante, a maggior ragione se viene pastorizzato o se vi si aggiunge dello zucchero.
«Se si consumano formaggi molli e più liquidi con meno sale, questi accumuli di tan e umidità sono soprattutto situati al di sopra del diaframma e possono generare muco bronchiale, otiti, tumefazioni ghiandolari, cisti tiroidee e tumori al seno; se si consumano formaggi più densi, i depositi sono più marcati a livello sottodiaframmatico con disturbi a carico del sistema urogenitale e possibili formazioni di cisti, fibromi, flogosi, e ipertrofia prostatica, disturbi intestinali ed epatici». Di ciò si deve comunque tenere presente nelle persone a rischio di tali patologie.
Come si può notare, quindi, ogni alimento è dotato di proprietà intrinseche e il relativo uso non può essere affatto generalizzato.
La conoscenza della dietetica cinese, tuttavia, è molto più articolata di quanto possa apparire in un semplice articolo come questo. Per tale motivo andrebbe studiata a valutata nei minimi dettagli. L’ideale è rivolgersi – soprattutto nel caso di patologia in atto – a un medico esperto in Medicina Tradizionale Cinese (MTC).

 

Fonte: La Stampa on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • lunedì, 19 Maggio 2014