La Salute a Torino

Donazioni d’organi in aumento nell’Ue, ma liste d’attesa ancora troppo lunghe

Il rapporto della Commissione europea: “In attesa ci sono 60.000 persone e i tempi lunghi hanno causato 4 mila decessi in 5 anni”. In Italia nel 2013 i trapianti grazie a donatori sono cresciuti del 12,1%

 

Donazione d’organi in aumento dell’8% nei paesi dell’Unione europea. Un miglioramento che però non risolve ancora il problema delle lunghe liste di attesa che devono affrontare i 60.000 pazienti in lista. Proprio i tempi d’attesa sono stati la causa di circa 4.000 decessi tra il 2007 e il 2012. I dati sono contenuti in un rapporto appena pubblicato dalla Commissione europea. Migliora la situazione anche in Italia dove le donazioni sarebbero in aumento del 12,1%, passando dalle 2841 del 2012 alle 3186 del 2013. Numeri che risultano da uno studio del Sistema informativo trapianti del ministero della Salute che ha fornito anche le prime stime relative al 2014.

L’Italia. Nel nostro paese risultano in aumento soprattutto i trapianti di polmone (+27%), seguiti da quelli di cuore (+21,5%), rene (+11,1%) e fegato (6,6%). In controtendenza invece quelli di intestino (in calo del 33,3%) e di pancreas (-46,6%). Nel nostro paese nel 2013 i pazienti in lista d’attesa erano 8829, la maggior parte per un rene. Oggi sono diventati 9203.

Più donazioni da vivi. Sui trapianti il rapporto registra dati positivi nei paesi della Ue. I dati della Commissione europea parlano di 30274 trapianti nel 2012. Un incremento in parte dovuto alle donazioni di organi da persone vive; solo quelle di rene sono salite del 32%. La Ue ha sviluppato un piano d’azione che punta ad ampliare trapianti di questo tipo, combattendo anche il fenomeno del traffico illegale di organi. I trapianti fra vivi sono più diffusi nei paesi del nord d’Europa.

Record in Spagna. I trapianti il cui donatore è deceduto segnano un +16%. Spagna e Regno Unito sono i paesi dove se ne fanno di più con una media di 35 casi per milione di abitanti, seguiti dal 30,2 del Belgio, mentre in Francia il dato è di 26, in Italia di 22, 15,3 nei Paesi Bassi e 12,8 in Germania. Fra i paesi con politiche più virtuose c’è la Croazia che in 5 anni è passata dal 13,1 al 34,8 nel 2012. Alcuni paesi sono in controtendenza e dal 2007 al 2012 le donazioni d’organi da persone decedute sono crollate. In Bulgaria le donazioni che coinvolgono una persona morta sono passate dall’1,3% allo 0,3%.

Il piano d’azione della Ue. Fra gli obiettivi della Ue c’è quello di sviluppare sempre di più la rete delle donazioni fra i diversi paesi europei anche per poter adattare meglio le donazioni alle richieste dei pazienti. La sfida principale in materia di organi nell’Unione europea è poter aumentare il numero di donatori e garantire la sicurezza dell’intervento. Per questo, la Commissione europea ha formulato un piano d’azione per rendere più forte la cooperazione tra Stati membri.

 

Fonte: La repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • martedì, 29 Aprile 2014