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Ecoturismo, la bicicletta tira la volata: nasce la prima scuola dedicata

70 milioni di fatturato sulla ciclabile lungo il Danubio. Boom dell’escursionismo alla Cinque Terre. Per sostenere la crescita del settore, è nata Asta. Spendere 28 milioni di euro e ricavare un giro d’affari da 70 milioni l’anno: non è stato un cattivo investimento quello che ha fatto arrivare 60 mila ciclisti ogni anno sui 310 chilometri di pista tra Passau e Vienna, lungo il Danubio. Ma anche le Cinque Terre non si lamentano: l’appeal dell’escursionismo lungo una rete di sentieri mozzafiato haIn bici sulle montagnereso questo paradiso ligure una delle cinque mete preferite – assieme a Roma, Venezia, Firenze e Milano – degli americani che arrivano in Italia.

In tempi in cui le lotte di campanile, invece di stimolare una gara per aumentare la bellezza, tagliano i profitti del turismo italiano incapace di trovare un brand unico, l’ecoturismo viaggia in contro tendenza. Finita l’era delle avventure penitenziali, lo zaino si abbina sempre più spesso ad alberghi di piccole dimensioni ma di grande comfort e a ristoranti che vale la pena ricordare perché raccontano una storia gastronomica locale.

I DATI (PDF)

Ora, per sostenere la crescita del settore, è nata Asta, la prima scuola di turismo ambientale. Dopo un anno di rodaggio, l’iniziativa, promossa da Legambiente, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Regione Liguria, ha concluso un corso di formazione in cui le richieste sono state superiori ai posti disponibili. “Abbiamo cominciato a dare risposta a una domanda di formazione finora inevasa”, spiega Sebastiano Venneri, presidente di Vivilitalia, la società che organizza il corso. “Del resto basta un’occhiata i numeri per capire: il tasso di laureati nel settore turistico in Europa è del 12 %, in Francia del 15, in Spagna del 18, in Italia del 5,1.
Bisogna investire sul capitale umano per costruire progetti capaci di valorizzare i territori e di metterli in rete: se sul Danubio si ottengono quei risultati perché non scommettere su una ciclabile sull’Arno?”

In realtà le esperienza di successo in Italia non mancano, ma non vengono replicate. Ad esempio il parco di Portofino ha il record della presenza di sub: 70 mila immersioni l’anno, in buona parte fuori dalla stagione turistica. In Puglia, nel parco dell’Alta Murgia, dal 2006 al 2012 la domanda di turismo è quasi raddoppiata. Alle Cinque Terre i numeri segnano una crescita travolgente: 150 chilometri di sentieri, 220 milioni di fatturato annuo attorno, 2 milioni di passaggi di turisti sul territorio, 500 mila Cinque Terre card vendute nel 2013, 80% di turisti stranieri. Il parco Adamello Brenta, che assieme al complesso delle Dolomiti fa parte del patrimonio mondiale dell’umanità protetto dall’Unesco, vale 40 milioni di euro l’anno di indotto turistico secondo i dati diffusi alla Conferenza nazionale sulle aree protette dello scorso dicembre. Il Rapporto Ecotur sul Turismo natura, documenta nel 2012 un incremento dell’1,48% delle presenze e del 4,1% del fatturato, mentre il turismo tradizionale è sceso rispettivamente del 3,5% e del 9,5%. Per la prima volta nel 2012 l’incidenza di turisti stranieri ha raggiunto il 40,2% del totale nel turismo natura e questo ha prodotto un incremento del giro d’affari perché un turista straniero spende mediamente 100 euro al giorno a fronte dei 65 di un turista italiano. Il turismo natura in Italia ha così sfondato quota 101 milioni, producendo un fatturato di 11,378 miliardi di euro.

A spingere i turisti verso la natura sono la voglia di fare attività sportive (47%), il relax (20%), l’enogastronomia (15%), la riscoperta delle tradizioni (10%), ma soprattutto la bicicletta: il biking è infatti l’attività sportiva prediletta dai turisti natura con il 30% delle preferenze, seguita da escursionismo (21%) e trekking (18%).

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • giovedì, 17 Aprile 2014