La Salute a Torino

Ricette elettroniche, validità in tutte le Regioni. Rimborsabili farmaci prescritti in Italia e acquistati nella Ue

A differenza di quelle cartacee, le prescrizioni elettroniche permettono di acquistare il medicinale in tutto il territorio nazionale. Novità anche dallo Schengen della salute per chi si sposta nei confini. Addio alla ricetta rossa, su quei fogliettini che si consegnano al banco del farmacista. Entro fine anno la versione elettronica dovrebbe coprire gran parte delle prescrizioni. Fra le novità, c’è il fatto che avrà validità su tutto il territorio nazionale. Sarà possibile, come stabilito dalla legge 221/2012, per un cittadino andare in qualsiasi farmacia del paese per ritirare il farmaco, anche se questo è stato prescritto dal medico di un’altra regione. Lo stabilisce il decreto del presidente del Consiglio in materia, anticipato dal Quotidiano di Sanità. Ora saranno le Regioni a decidere come attuare il provvedimento.

Il Dpcm spiega come deve avvenire proprio la compensazione tra Regioni del rimborso per la ricetta elettronica. La farmacia che avrà consegnato il medicinale prescritto a persone residenti altrove, dovrà chiedere il rimborso alla Asl di appartenenza del paziente. Per ora la diffusione delle ricette elettroniche è ancora limitata, ma entro la fine dell’anno il nuovo sistema dovrebbe coprire gran parte delle prescrizioni.

Ricetta transfrontaliera. Novità in vista anche per gli italiani che si trovano in altri Paesi europei, per vacanza o per lavoro: sarà possibile per loro usufruire della ricetta transfrontaliera. In pratica potranno ottenere attraverso farmacie all’estero, farmaci prescritti in Italia. E’ una delle rivoluzioni della cosiddetta ‘Schengen della salute‘, la direttiva europea recepita con il decreto legislativo che entrerà in vigore il prossimo 5 aprile.

L’Europa della salute. Oltre alla possibilità di ricevere prestazioni mediche negli altri paesi dell’Unione Europea, infatti, per i cittadini comunitari è previsto anche il mutuo riconoscimento delle ricette mediche. A differenza delle cure transfrontaliere non sarà necessaria autorizzazione, ma così come per le cure, anche per i farmaci, la prassi prevede che il cittadino italiano che si presenta in farmacia con la ricetta emessa in Italia (la validità resta di 60 giorni), paghi di sua tasca e poi ne chieda il rimborso alla propria Asl, una volta tornato a casa, ma non oltre i 60 dall’acquisto. A quel punto l’azienda sanitaria restituirà i soldi entro due mesi.

Sarà possibile per tutti i cittadini Ue ottenere nelle farmacie italiane medicinali prescritti all’estero. Ognuno dei 27 Stati dell’Unione dovrà definire un proprio modello di ricetta “transfrontaliera”, valida cioè in tutti gli altri Paesi dell’Ue. Sarà un problema burocratico non da poco. Toccherà alle farmacie dello Stato di arrivo riconoscerne la validità, tra 27 modelli differenti. Federfarma ha già fatto sapere che aprirà presto nel proprio sito web un’area dove saranno raccolti i ‘fac-simile’ di tutti i modelli autorizzati”, una specie di database che possa “permettere alle farmacie un’agevole identificazione delle ricette provenienti da altri Stati”. Alla prescrizione “transfrontaliera” si applicheranno comunque le norme nazionali riguardanti la sostituzione di una specialità con il farmaco dal minor prezzo.

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • venerdì, 28 Marzo 2014