La Salute a Torino

Un’alternativa al cassonetto per i medicinali inutilizzati

Da aprile il via alla raccolta del Banco farmaceutico: quelli ancora utilizzabili saranno distribuiti a chi non se li può permettere

 

Il cassonetto dei medicinali scaduti non sarà più solo nelle farmacie torinesi. Da aprile ne spunterà un altro simile, ma di colore diverso per distinguerlo dal primo, con la scritta: “Farmaci validi”. Dentro i torinesi potranno depositare i farmaci ancora buoni, ma che non usano più o che avanzano nei mobiletti del bagno al termine di una cura o della stagione fredda. Farmaci che non andranno a finire nella pattumiera, ma saranno rimessi in circolo, distribuiti nelle mani di chi fa fatica a permetterseli e non riesce più nemmeno a garantirsi la tachipirina per la febbre o il maalox per il mal di stomaco.

 

La raccolta dei “Farmaci ancora validi” ha ottenuto il via libera martedì scorso dalla giunta comunale, che ha approvato una delibera proposta dal vicesindaco Elide Tisi. C’è voluto quasi un anno per metterla a punto, coinvolgendo le Asl, le Farmacie Comunali, l’Ordine dei farmacisti, Farmauniti e il Banco Farmaceutico. Torino arriva dopo Milano, Varese e Roma. “Le richieste di farmaci alle strutture caritative sono aumentate” fino a diventare una “reale urgenza”, spiega il vicesindaco nella delibera. Fame di medicine. Nell’ultima giornata del farmaco il Banco Farmaceutico ha raccolto nel torinese 26mila confezioni. “Ma a settembre saranno già finite  –  pronostica la presidente Clara Cairola Mellano  –  L’anno scorso solo il Sermig ha distribuito 400mila euro di medicine, i Camilliani 350mila euro: è la misura della povertà sanitaria che c’è a Torino”.

 

Tutto quello che non viene donato quel giorno arrivava finora dalle donazioni delle industrie, che magari hanno dei surplus di produzione e non sanno che farsene: “Ma quelli indispensabili  –  chiarisce la responsabile del Banco  –  sono sempre difficili da trovare”. Quelli da banco, antifebbrili, antinfluenzali, antiacidi, che bisogna pagare. Ma anche quelli mutuabili: “Con la crisi, per molti, è diventato difficile anche pagare il ticket”. Poter donare quelli ancora validi ma non più usati, anche in confezioni non intere, amplierà il raggio di azione del Banco, che passerà nelle farmacie a raccoglierli dai contenitori messi a disposizione dall’Amiat. Destinazione finale: Sermig, Camminare insieme, Camilliani, Caritas, Vincenziani, Asili notturni. A Torino sono coinvolti 49 istituzioni caritative. “Noi vogliamo che il mobiletto dove tutti accumuliamo farmaci che spesso non ci servono più  –  invita Cairola Mellano  –  ogni tanto venga scaricato”.
Non potranno essere ancora donati i cosiddetti “ausilii per non autosufficienti”, siringhe, aghi per fleboclisi, pannoloni, cateteri, garze. “La legge regionale non lo permette, quelli che avanzano vanno distrutti. Avevamo proposto di cambiarla, tutti erano entusiasti, ma poi la cosa si è fermata lì”. Alla Regione il Banco Farmaceutico aveva proposto anche di avviare la raccolta delle medicine ancora valide: “Non abbiamo mai ricevuto risposta. E così siamo andati a bussare in Comune”.

 

Fonte: La Repubblica on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • martedì, 25 Marzo 2014