La Salute a Torino

Peggiora lo stile di vita dei ragazzi: 1 su 4 non fa attività fisica

Ricerca di Ipsos per Save the children e Mondelez. Il 23% dei minori italiani non fa sport (+2% rispetto al 2012), contro il 77% che lo fa con regolarità. Tra i motivi c’è l’eccessivo costo delle strutture.

Se delle sane abitudini di vita continuano a riguardare una quota ampia di bambini e adolescenti in Italia, tuttavia – complice anche la crisi – i dati segnalano come una fetta crescente di minori si ritrova esclusa dalla possibilità di fare sport e movimento con regolarità, di avere un’alimentazione completa e di godere dei positivi effetti fisici ed emotivi di corretti stili di vita. In particolare, un quarto circa dei bambini e adolescenti italiani  – pari al 23% (+2% rispetto al 2012) – non fa alcuna attività motoria nel tempo libero a fronte del 77% di minori che invece fa sport e movimento. Tra le cause dell’inattività  – secondo il 35% di genitori intervistati – la mancanza di voglia e di interesse da  parte dei bambini e ragazzi, quindi il costo eccessivo delle strutture,  per il 28% di madri e padri, con un aumento del 13% rispetto al 2012,  l’incompatibilità degli orari  – per il 13% del campione.

 

A documentarlo è la ricerca su “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da Ipsos per Save the Children e Mondelez in Italia e presentata in occasione dei 3 anni di attività di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelez International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Napoli, Catania, Sassari, Palermo, Bari, Ancona, Aprilia) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini. L’intervento è realizzato in partnership con Centro sportivo italiano (Csi) e Unione italiana sport per tutti (Uisp) e proseguirà per tutto il 2014.

A conferma dell’impatto crescente delle difficoltà economiche sugli stili di vita di minori e famiglie anche il dato su cosa fanno gli stessi genitori nel tempo libero: fra le attività che registrano un ridimensionamento (non lo praticano mai o raramente) vi è infatti lo sport a cui rinuncia il 44% dei genitori (a fronte del 37% nel 2012).

 

Analizzando l’opinione dei ragazzi, colpisce l’incremento di coloro che assegnano scarsa rilevanza e valore all’attività fisica: alla domanda “tra i tuoi amici e compagni come viene considerato uno che pratica sport, fa attività fisica”, il 39% (+7% rispetto al 2012) risponde “in nessun modo particolare, non se ne parla quasi” a fronte invece di un 40% (-6% in confronto al 2012)  di under 18 che dichiara un’opinione positiva del fare sport e moto.

Rilevante si conferma, secondo la ricerca, il ruolo della scuola nella promozione delle attività sportive anche se si registra una maggiore indisponibilità di spazi a ciò destinati: il 91% dei ragazzi pratica attività nel contesto del programma scolastico, prevalentemente con la classica frequenza bi-settimanale, riferiscono i genitori intervistati. Un 9% di minori, tuttavia, non fa pratica motoria a scuola e ciò si deve, nel 39% dei casi, alla assenza di uno spazio attrezzato (+10% rispetto al 2012).

Per quanto riguarda altre occasioni di sport o movimento, la ricerca rileva come la crisi non abbia scalfito il grande utilizzo dell’automobile, anche per percorsi brevi come l’andare a scuola: in media 4 minori su 10 si muovono in auto (6 su 10 tra gli alunni della primaria) mentre solo il 24% a piedi (-6% rispetto al 2012) e il 9% (a fronte dell’11% del 2012) in bici.

Gli adolescenti, più autonomi nello spostamento e non ancora “motorizzati”, impiegano i mezzi pubblici in misura superiore agli studenti degli altri gradi di scuola (59% contro 16% della secondaria inferiore) ma anche presso questo gruppo di età l’uso della bicicletta è limitato al 12%, come del resto presso i pre-adolescenti (11-13 anni) che tuttavia si muovono a piedi in un terzo delle occasioni. Gli spostamenti a piedi, sebbene decisamente più limitati per i 14-17enni (11%), tendono ad esser un po’ più lunghi, ma permane l’abitudine a camminare poco, massimo mezz’ora per due ragazzi su tre (66%) e più di un’ora solo per un segmento limitatissimo di giovani (4%), senza mutamenti d’abitudini rispetto agli anni passati. L’ascensore per raggiungere i piani alti si conferma la scelta di un terzo dei ragazzi (32%). A incentivare alcune abitudini sedentarie dei bambini e adolescenti italiani c’è poi la fruizione dei media: il tempo trascorso davanti alla TV si conferma significativo – coerentemente con i dati 2013 sulla popolazione generale che mettono Italia e Spagna ai primi posti in Europa con 4 ore e 15 minuti (fonte: eMarketer The GlobalMediaIntelligenceReport)  – sulla totalità dei minori che la vedono quasi la metà (47%) la vede per un tempo compreso fra 1 e 3 ore al giorno.

E aumenta, anche se di poco, il tempo dedicato dai ragazzi ai video-game: dell’85% che vi gioca (il 15% no), il 57% lo fa mediamente per un tempo compreso fra 1 e le 3 ore. Internet è legato all’età: lo utilizza il 100% degli over 14 anni e il 30% vi passa anche più di tre ore, contro un 80% degli 11-13 enni e il 59% dei minori di 10 anni, che ne fanno un uso più morigerato: rispettivamente in media un’ora e mezz’ora.

 

Fonte: Redattore Sociale

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • mercoledì, 22 Gennaio 2014