La Salute a Torino

Un passo avanti nel trattamento delle malattie degenerative

Gli scienziati trovano il modo di isolare le cellule muscolari dal tessuto embrionale in modo da poter operare una rigenerazione muscolare. La scoperta apre nuove vie alla medicina rigenerativa e nella cura di malattie come la distrofia muscolare o il Parkinson

Le malattie degenerative a carico dell’apparato muscolare, come per esempio la distrofia muscolare e la malattia di Parkinson, potranno essere curate per mezzo della rigenerazione dei muscoli, ora che gli scienziati della Monash University sono riusciti a isolare le cellule muscolari dal tessuto embrionale e sviluppare un metodo per generare cellule muscolo scheletriche, aprendo così la strada a future applicazioni nella medicina rigenerativa. Fautori della scoperta sono i ricercatori Bianca Borchin e il prof. Tiziano Barberi dell’Australian Regenerative Medicine Institute (ARMI) della Monash, che, per la prima volta, hanno trovato un modo per isolare le cellule precursori dei muscoli da cellule staminali pluripotenti. Tutto questo si è potuto concretizzare per mezzo di una tecnica di purificazione che permette loro di differenziarle ulteriormente in cellule muscolari, fornendo una piattaforma per testare nuovi farmaci su tessuti umani in laboratorio.

L’utilizzo di queste cellule staminali pluripotenti è stato dettato dalla loro capacità di diventare qualsiasi cellula del corpo umano, compresi pelle, sangue, materia cerebrale e muscoli scheletrici che controllano il movimento. La sfida che tuttavia devono affrontare i ricercatori è riuscire a controllare il processo e produrre solo le cellule specifiche desiderate, una volta che queste hanno iniziato a differenziarsi. Riuscendo dunque a controllare questo processo, gli scienziati potrebbero fornire una varietà di cellule specializzate e atte alla sostituzione nel trattamento di una varietà di malattie degenerative come la distrofia muscolare e la malattia di Parkinson.
«C’è un urgente bisogno di trovare una fonte di cellule muscolari che potrebbero essere utilizzate per sostituire le fibre muscolari difettose nella malattia degenerativa – spiega il prof. Barberi – E le cellule staminali pluripotenti possono essere la fonte di queste cellule muscolari».

«Al di là dell’ottenere un muscolo da cellule staminali pluripotenti – aggiunge Barberi – abbiamo anche trovato un modo per isolare le cellule precursori del muscolo che abbiamo generato, il che è un prerequisito per il loro uso nella medicina rigenerativa. La produzione di un gran numero di cellule precursori dei muscoli puri non solo ha potenziali applicazioni terapeutiche, ma fornisce anche una piattaforma per lo screening su larga scala di nuovi farmaci contro la malattia muscolare». Lo studio, i cui risultati completi sono stati pubblicati sulla rivista Stem Cell Reports, si è avvalso di una tecnologia nota come “Fluorescence Activated Cell Sorting” (FACS), con cui ricercatori hanno identificato l’esatta combinazione di marcatori proteici espressi nelle cellule precursori dei muscoli che hanno consentito di isolare le cellule dal resto delle culture.
«Questi risultati sono estremamente promettenti perché segnano un significativo passo avanti verso l’uso delle cellule staminali pluripotenti per la riparazione del muscolo», conclude Borchin.

 

Fonte: La stampa on line

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • martedì, 17 Dicembre 2013