La Salute a Torino

Tutti insieme per la crescita del trasporto pubblico

In occasione del 60° Congresso Mondiale, svoltosi a Ginevra lo scorso maggio, UITP aveva invitato 92 paesi di tutto il mondo a unirsi per una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema del trasporto pubblico, “Crescere con i servizi pubblici”, da lanciare durante la Settimana europea della mobilità. Dal 16 al 22 settembre per la prima volta il tema del trasporto pubblico ha unito i cinque continenti e 88 città, tra cui 21 capitali, dei 31 paesi aderenti hanno adottato lo stesso messaggio per parlare con la stessa voce e allo stesso tempo. La campagna è stata visibile in quasi 60.000 mezzi, tra autobus, tram, metropolitane e relative fermate. Si stima che abbia raggiunto circa 85 milioni di passeggeri al giorno per un totale di circa 200 milioni di persone.

Alle città aderenti è stato chiesto di indicare le principali sfide che emergono nel settore mobilità delle loro città o regioni e di fissare le priorità per l’immediato futuro. Pur nella consapevolezza della complessità del problema, indipendentemente dai diversi contesti geografici, è emersa la convinzione comune che, oltre agli aspetti ambientali, la mobilità urbana ha conseguenze socio-economiche dirette sui territori e che dunque sono ormai irrimandabili scelte politiche e azioni concrete per il miglioramento qualitativo e quantitativo del settore. Senza interventi mirati le città del futuro saranno sempre più congestionate e inquinate e questo rappresenta uno degli ostacoli maggiori alla crescita. Sono emerse aree di miglioramento comuni, tra le quali lo sviluppo delle reti di trasporto pubblico, il potenziamento qualitativo e quantitativo dei servizi, il rinnovamento del parco veicoli, una migliore gestione degli spazi urbani. La mobilità come strumento per la crescita sostenibile sarebbe in grado di produrre effetti diretti e indiretti in diversi settori.

Dal punto di vista ambientale il raddoppio del trasporto pubblico significherebbe una diminuzione delle emissioni con una conseguente riduzione dell’inquinamento stimata in 170 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Per ogni chilometro percorso automobili e ciclomotori emettono 3,5 volte più gas serra per passeggero rispetto al trasporto pubblico. Se fosse raddoppiata l’offerta pubblica al 2025 si avrebbe un risparmio di emissioni pari a mezzo miliardo di tonnellate di CO2 equivalenti. In media i mezzi di trasporto pubblico consumano 3-4 volte meno energia per passeggero/chilometro rispetto alle auto e dunque anche il costo complessivo per la comunità potrebbe diminuire fino al 50%. Minori emissioni e costi più contenuti, significano anche vantaggi concreti in termini di qualità della vita nei luoghi i vita e di lavoro e di fruibilità degli spazi comuni. Dal punto di vista della sicurezza il tasso di mortalità da traffico nel trasporto pubblico è di circa un decimo rispetto a quello privato. Raddoppiando la quota del trasporto pubblico mercato, si stima che al 2025 sarebbero risparmiate 60.000 vite rispetto al 2005.

Dal punto di vista strettamente economico, come ribadito in rassegna stampa dal Segretario Generale UITP , Alain Flausch, ogni anno l’Europa perde circa 100 miliardi di euro, o almeno l’1% del PIL, a causa della congestione del traffico. Per contro, gli investimenti di capitale in progetti di trasporto pubblico producono reazioni a catena in economia e generano valore che può essere da 3 a 4 volte superiore a quello dell’investimento iniziale, secondo alcune stime fatte su base mondiale. Occorre dunque consolidare e continuare a sostenere le città e le autorità per pianificare meglio il settore e cogliere nuove opportunità, ha richiamato Olivier Onidi, direttore di mobilità innovativa e sostenibile (DG MOVE) della Commissione europea.Nello scenario del raddoppio della quota di trasporto pubblico al 2025 si potrebbero avere 7 milioni di nuovi posti di lavoro verdi in tutto il mondo, in aggiunta ai 13 milioni attuali. In città come Amsterdam, Barcellona e Dublino gli operatori del trasporto pubblico sono i più grandi datori di lavoro.

Per realizzare tutte queste potenzialità la mobilità urbana deve essere vista come parte di un sistema più ampio: le politiche urbane e i sistemi di trasporto pubblico devono essere sviluppati in modo integrato per portare i massimi benefici. Questa integrazione deve avvenire su due livelli: il livello politico deve basarsi sulla condivisione di un pensiero comune, che sembra ormai consolidato; a livello pratico occorre coordinare i diversi mezzi per creare un sistema di trasporto attraente, efficiente e facile da usare. Per far sì che questi due livelli riescano a trovare riscontro sui comportamenti dei cittadini è essenziale rendere chiare le strategie in atto.

Usare mezzi privati per coprire il percorso auto casa-lavoro comporta un’occupazione di circa 90 volte in più dello spazio urbano rispetto alla metropolitana, ed è anche più costoso, sia in senso assoluto che relativo, ma spesso la scelta di servirsi di mezzi pubblici, anche quando ci sono, non è praticabile perché non corrispondente alle esigenze degli utenti. Il futuro è verso fome di mobilità combinata che vedano, per esempio, le aziende di trasporto pubblico cooperare con fornitori di biciclette o con sistemi di car-sharing in grado di offrire soluzioni adeguate. Anche in questo settore l’innovazione resta la chiave per offrire ai clienti una mobilità di qualità e migliori esperienze di viaggio, in modo da rendere l’utilizzo dei mezzi pubblici la scelta migliore e più naturale.

In molte città del mondo il trasporto pubblico presenta livelli elevati, in continua evoluzione per soddisfare le aspettative dei clienti attuali e di quelli potenziali in termini di qualità, frequenza, affidabilità e comfort. In altre realtà, i servizi non riescono a rispondere alle esigenze degli utenti ed anche per questo i loro costi devono essere sostenuti con fondi pubblici e questo rappresenta un problema di non poco conto, soprattutto in periodi di crisi e di contrazione della spesa pubblica come quello che stiamo vivendo, ed espone anche al rischio di depotenziamento progressivo e dismissione dei servizi.
Il dato certo resta che la domanda di trasporto pubblico è destinata a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni e che la quantità e qualità dell’offerta sarà un fattore essenziale per la crescita economica, il miglioramento della qualità della vita nelle città e per proteggere il Pianeta. D’altra parte, saranno sempre più necessari investimenti su larga scala per migliorare e modernizzare le infrastrutture esistenti e crearne di nuove e dunque occorre uno sforzo comune per non mettere in pericolo le potenzialità di crescita futura, anche esplorando nuove vie e nuove forme di finanziamento.

Per ulteriori informazioni:
http://www.uitp.org/news/media-backgrounders.cfm
http://growpublictransport.org

 

Fonte: Arpat Toscana

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • mercoledì, 4 Dicembre 2013