La Salute a Torino

Cohousing a Torino, un nuovo modo di vivere vecchio come il mondo.

Immaginate un mondo dove tra vicini di casa ci si aiuta in tutto, dove si cena insieme, si studia e si inventano iniziative utili alla città, dove ogni decisione è presa di comune accordo. Sembra un sogno, ma è quanti hanno già fatto nella realtà quattro famiglie torinesi, presto diventate otto, che hanno avviato un progetto sperimentale di cohousing, patrocinato dal progetto The Gate Porta Palazzo.

L’idea è partita da Coabitare, un’associazione culturale nata nel 2007 da un gruppo di persone che si erano incontrate in un forum, con lo scopo di far conoscere e aiutare lo sviluppo di un modello abitativo incentrato su un maggiore dialogo e minore spreco di energia, e di promuovere la realizzazione di cohousing sia in Torino che fuori. I soci tengono aperto uno sportello informativo ogni mercoledì dalle 10 alle 12 nella Casa del Quartiere di Porta Palazzo.

L’intento è far sì che le nostre città non siano più composte da condomini dove la gente non si conosce e appena si saluta, ma da realtà abitative in cui le persone abbiano obiettivi comuni, si aiutino reciprocamente, si frequentino, organizzino occasioni d’incontro rivolte anche all’esterno, pur mantenendo l’assoluta indipendenza del proprio spazio privato.

Il cohousing è un modello già consolidato a partire dagli anni ’70 nel Nord Europa e negli Stati Uniti, che permette di riscoprire la socialità e la cooperazione tra vicini di casa, una risposta al bisogno della società odierna di vivere in modo meno individualistico e più sociale, meno consumistico e più creativo, meno costoso e più sereno, facilitando inoltre l’accesso alla casa ai giovani o alle persone sole, per prevenire il disagio.

Il progetto di Cohousing Numero Zero (nella palazzina di via Cottolengo 2/4) è stato avviato questo autunno, otto famiglie si sono trasferite nella palazzina ristrutturata, dove i lavori sono cominciati il 16 giugno 2010 dopo un processo di progettazione partecipata durato alcuni mesi.

Ora l’associazione sta iniziando altri due progetti: uno a Collegno e uno in Borgo Campidoglio a Torino. «Ciò significa formare gruppi eterogenei tra persone che vogliono sperimentare la coabitazione, fare in modo che imparino a dialogare, ad organizzarsi e a prendere le decisioni in modo democratico, assisterli nella ricerca di un palazzo da ristrutturare o di un terreno edificabile» spiega Ludovica, una delle socie. «Le persone devono essere di diversa età e con diverse esigenze – aggiunge – in modo che le necessità si compensino e che ci si possa aiutare reciprocamente».

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Fonte: Digi.to.it

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • mercoledì, 4 Dicembre 2013