La Salute a Torino

Il Parlamento Europeo ha approvato il VII Programma di azione ambientale

I nove obiettivi prioritari da raggiungere entro il 2020 erano stati proposti a novembre 2012. Già dai primi anni ’70 la Comunità Europea si è adoperata per la tutela dell’ambiente, riconoscendo Programma ambiente europala necessità di proteggerlo,  in particolare, nel contesto dell’espansione economica. Dopo il vertice di Parigi della CEE sulla salvaguardia dell’ambiente e sul miglioramento della qualità della vita, del 1972, fu dunque predisposto il Primo Programma di azione per l’ambiente, seguito dagli altri programmi pluriennali che hanno orientato lo sviluppo europeo, contribuendo a integrare gli aspetti ecologici e ambientali in tutte le politiche comunitarie.

Nell’approvare il VII Programma di Azione ambientale, che identifica 9 obiettivi prioritari mirati alla sostenibilità, Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno premesso alcune considerazioni su quali siano stati i risultati ottenuti alla conclusione del VI Programma su cui vale la pena di soffermarsi.
Pur constatando infatti che il VI Programma, conclusosi nel luglio 2012, ha portato benefici all’ambiente e segnato un orientamento strategico generale per la politica ambientale, la valutazione finale ha rilevato la persistenza di tendenze non sostenibili nei quattro settori da esso indicati: cambiamenti climatici; natura e biodiversità; ambiente, salute e qualità della vita; risorse naturali e rifiuti.

Per il conseguimento degli obiettivi previsti dal VII Programma sono dunque indispensabili il massimo impegno e responsabilità da parte degli Stati membri e delle Istituzioni competenti dell’Unione Europea. Solo così sarà possibile affrontare e vincere le grandi sfide in materia di ambiente e conseguire uno sviluppo sostenibile il più possibile a lungo termine, anche integrando le azioni ambientali con le iniziative politiche della strategia Europa 2020, il cui principale scopo, lo ricordiamo, è quello di raggiungere una crescita intelligente, attraverso lo sviluppo delle conoscenze e dell’innovazione; sostenibile, basata su un’economia più verde, più efficiente nella gestione delle risorse e più competitiva; inclusiva, volta a promuovere l’occupazione, la coesione sociale e territoriale.

Ecco i 9 obiettivi prioritari che il VII Programma propone di raggiungere entro il 2020:

1. proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione;
2. trasformare l’Unione in un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente nell’impiego delle risorse, verde e competitiva;
3. proteggere i cittadini dell’Unione da pressioni e rischi d’ordine ambientale per la salute e il benessere;
4. sfruttare al massimo i vantaggi della legislazione dell’Unione in materia di ambiente migliorandone l’applicazione;
5. migliorare le basi cognitive e scientifiche della politica ambientale dell’Unione;
6. garantire investimenti a sostegno delle politiche in materia di ambiente e clima e tener conto delle esternalità ambientali;
7. migliorare l’integrazione ambientale e la coerenza delle politiche;
8. migliorare la sostenibilità delle città dell’Unione;
9. aumentare l’efficacia dell’azione unionale nell’affrontare le sfide ambientali e climatiche a livello internazionale.

Subito dopo avere elencato gli obiettivi, nel testo adottato dal Parlamento Europeo si specificano e sottolineano i principi generali e fondamentali che stanno alla base del VII Programma, che:
· è fondato sul principio di precauzione, sui principi di azione preventiva e di riduzione dell’inquinamento alla fonte e sul principio “chi inquina paga”,
· contribuisce a un elevato livello di protezione ambientale e ad una migliore qualità della vita e del benessere dei cittadini.

Si ribadisce inoltre che tutte le misure, le azioni e gli obiettivi previsti nel VII Programma sono proposti e realizzati secondo i principi della “regolamentazione intelligente” e, ove opportuno, secondo una valutazione d’impatto generale.

Il Programma individua anche tre obiettivi tematici, correlati tra loro e da perseguire parallelamente:

a) proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione;
b) trasformare l’Unione in un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente nell’impiego delle risorse, verde e competitiva;
c) proteggere i cittadini dell’Unione da pressioni e rischi d’ordine ambientale per la salute e il benessere.

Per poter raggiungere il primo di questi obiettivi l’Unione chiede agli Stati membri di: provvedere con la massima urgenza ad accelerare l’attuazione della strategia dell’UE per la biodiversità; dare piena attuazione al Piano per la salvaguardia delle risorse idriche; intensificare urgentemente, tra l’altro, l’impegno volto a garantire riserve ittiche sane in linea con la politica comune della pesca, la Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino e gli obblighi internazionali, contrastando l’inquinamento; stabilire e attuare una strategia dell’Unione per l’adattamento ai cambiamenti climatici; rafforzare l’impegno per raggiungere il pieno rispetto della legislazione dell’Unione sulla qualità dell’aria; intensificare gli sforzi per ridurre l’erosione del suolo, sviluppare e attuare una strategia rinnovata per le foreste dell’Unione; migliorare la trasmissione di informazioni ai cittadini dell’Unione e la loro sensibilizzazione ed educazione in materia di politica ambientale.

Il conseguimento del secondo obiettivo tematico è legato alla piena attuazione del pacchetto su clima e energia e all’urgente accordo sul quadro unionale di politiche per il clima e l’energia 2030, nonché, tra l’altro, all’applicazione delle migliori prassi disponibili nel quadro della direttiva sulle emissioni industriali, alla messa a punto, entro il 2015, di metodologie di misurazione e di riferimento per l’efficienza d’uso del suolo, del carbonio, dell’acqua e dei materiali, alla definizione di un quadro di politica più coerente per la produzione e il consumo sostenibili, all’intensificazione degli sforzi in vista del raggiungimento degli obiettivi esistenti, rivedendo anche gli approcci agli appalti pubblici verdi, alla piena attuazione alla legislazione dell’Unione in materia di rifiuti, al miglioramento dell’efficienza idrica stabilendo degli obiettivi a livello di bacini idrografici e monitorandoli, sulla base di una metodologia comune.

Infine, il terzo obiettivo tematico potrà essere conseguito se entro il 2020 sarà attuato un significativo miglioramento della qualità dell’aria esterna e interna nell’Unione, che si avvicini ai livelli raccomandati dall’OMS; una significativa riduzione dell’inquinamento acustico; il raggiungimento di standard elevati per l’acqua potabile e per le acque di balneazione per tutti i cittadini dell’Unione; l’individuazione di azioni a lungo termine nell’ottica di conseguire l’obiettivo di un ambiente non tossico; un uso dei prodotti fitosanitari che non comporti alcun effetto negativo per la salute umana o che non abbia incidenze inaccettabili sull’ambiente; il conseguimento di progressi decisivi nell’adeguamento agli impatti dei cambiamenti climatici.

Perché tutto ciò sia reso possibile il VII Programma sottolinea quanto sia indispensabile sfruttare al massimo i vantaggi della legislazione dell’Unione in materia di ambiente, migliorandone l’attuazione.

 

Fonte: Arpat Toscana

Redazione: Polo cittadino della Salute

  • martedì, 26 Novembre 2013