La Salute a Torino

Due ruote per tornare a sognare

Sabato 29 giugno – La Salute, ormai lo sappiamo bene, è un concetto assai ampio; quando parliamo di Ben-Essere ci interessiamo non solo di quello puramente fisico, ma anche di quello psicologico e mentale. E cosa può beneficiare il nostro spirito se non l’arte della lettura? Leggere nutre l’anima, ci accompagna in realtà diverse, ci fa emozionare, piangere e ridere, volare in altri mondi senza pagare il biglietto.

Nel caso di Sara Rubatto, leggere e scrivere è un modo per veicolare messaggi di speranza. Sara è, infatti, una ragazza torinese di 33 anni che, all’apice di una carriera agonistica nel nuoto, ha dovuto lottare con una grave malattia cardiaca curabile unicamente con un trapianto di cuore. La carriera agonistica interrotta, i sogni infranti.
Ma non tutto il male viene per nuocere – questo è il suo motto – e Sara ha sfruttato la consapevolezza acquisita per dare una svolta alla propria vita, spinta non più dalle potenti bracciate in acqua, ma lunghe pedalate in sella ad una bicicletta con la quale ha girato il mondo.

 

Sara, quando è nato il tuo amore per la bicicletta?
Non presto in realtà; circa 3 anni fa. Sono una ragazza cardiopatica e la cardiopatia mi ha fermato da una carriera agonistica nel nuoto, dove mi allenavo a livello professionale. Tre anni fa ho scoperto la bicicletta, e l’ho usata per continuare a fare sport  nella mia  vita, perché non riesco a stare ferma! Amo il movimento e con il tempo è nata questa passione per la bicicletta, che mi ha portato a compiere diversi viaggi!

 

Perché proprio Gerusalemme come meta? Cosa ti ha spinto a compiere quest’impresa?
I ciclisti lo sanno bene: quando ti alleni arrivi a pedalare anche per 140- 150 km tra il sabato e la domenica, ogni week-end. Finché un giorno mi sono chiesta…perché continuare a impegnarmi negli stessi percorsi, sulle stesse strade, e non unire invece le centinaia di km che settimanalmente percorrevo per farne un vero e proprio viaggio?
E così ho iniziato a prefiggermi nuove mete raggiungibili  in bicicletta, iniziando da Torino – Lisbona e ritorno; quando sono rientrata dalla mia avventura ho aspettato un po’ di mesi… finché ho sentito nascere  forte dentro di  me l’esigenza di recarmi a Gerusalemme…sentivo questa voce dentro me stessa, senza sapere il perché, ma la motivazione l’ho scoperta proprio durante il viaggio. Ho ritrovato la fede, superando quei limiti che bisogna affrontare, recuperando il mio rapporto con Dio dopo la morte di mio padre.

 

Quali sono state le tue emozioni prima, dopo e durante il viaggio per Gerusalemme?
Ho provato tantissime forti emozioni. Prima di partire sentivo dentro di me un sentimento di felicità poiché interrompevo la routine giornaliera, ma avvertivo dentro di me anche tanta paura: come si dice, quando ti allontani dalla tua casa sai quello che lasci ma non sai quello che trovi! Sei in balìa degli eventi, non sai dove mangerai, non sai chi incontrerai.
Durante il mio viaggio verso Gerusalemme ho provato poi tantissime  emozioni molto belle, ho incontrato aiuti, accoglienza, ho conosciuto modi di vivere diversi, ma ho anche vissuto momenti di terrore passando per Il Cairo,  dove la mafia egiziana mi ha tenuto in ostaggio per 5 giorni, e pedalando per la Giordania, dove bambini di 4 anni mi lanciavano pietre dal ciglio della strada e temevo di ricevere spari veri e propri.
Le pistole sono molto diffuse in quei Paesi, e da ciclista tu sei completamente “nuda” e vulnerabile.

 

Sara, quale messaggio speri che il lettore possa trarre dal tuo libro?
Questo libro non è tanto un racconto di viaggio, di quello che ho mangiato, di dove ho dormito; si tratta soprattutto di più riflessioni su quello che la vita mi ha insegnato durante questo percorso alla riscoperta della fede.
Mi auguro che il lettore ne ricavi momenti di conforto e sostegno per quel Viaggio unico che è la vita, che possa  continuare a  sognare e a realizzare i propri desideri.

 

Per Associazione Volonwrite, Claudia Cespites

  • sabato, 29 Giugno 2013