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Percorso a briciole di pane: Comune di Torino > Informa disAbile » Sport » Un po' di storia » DALLA FISD AL CIP
In Italia dal 2003 è compito del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) regolare e promuovere l'attività sportiva dei portatori di handicap, ma il movimento dello sport disabili ha nel nostro paese un'esperienza quasi ventennale. Infatti in precedenza l'organismo deputato a questo ruolo era affiliato al CONI con il nome di Federazione Italiana Sport Disabili (FISD), nata ufficialmente nel 1990 in seguito all'unificazione volontaria di tre enti attivi nel settore dell'handicap:
la FISHa (Federazione Italiana Sport Handicappati), nata negli anni Sessanta in seno all'INAIL, per la promozione dello sport come terapia e fin dagli anni Settanta in rapporto con il CONI, da cui è stata riconosciuta nel 1981, data che ha segnato l'ingresso storico dello sport disabili nell'ambito delle Federazioni sportive nazionali;
la FICS (Federazione Italiana Ciechi sportivi), nata all'interno dell'Ente Nazionale Ciechi;
la FSSI (Federazione Silenziosi d'Italia), collegata all'Ente Nazionale Sordomuti.
In questa formula unitaria la Federazione ha vissuto immutata sino al 1996, anno dei primi grandi cambiamenti strutturali. Da un lato infatti il settore Silenziosi è scomparso, andando a costituire una Federazione associata; dall'altro è stato creato un settore specifico per l'handicap mentale (nella FISHa fin dal 1982), a sostegno del quale la FISD ha creato un'associazione denominata Special Olympics Committee Italia, in accordo con il corrispondente organismo internazionale, competente per l'organizzazione di gare a livello mondiale (i disabili mentali non partecipano, se non con rare eccezioni, ai Giochi Paralimpici). Nel 2000 un'altra importante svolta: la Federazione si struttura in tre grandi aree (Promozionale, Alto livello e Paralimpica): da una parte per meglio venire incontro alle esigenze di preparazione agonistica nazionale e internazionale (campionati italiani, mondiali e Paralimpiadi), dall'altra per estendere la propria attività promozionale alla ricerca di nuovi atleti, anche in collaborazione con scuole e università.
La data comunque destinata a diventare importante nella storia dello sport disabili del nostro paese è il 2 luglio 2003, perché ha sancito a tutti gli effetti la trasformazione della FISD in CIP, Comitato Italiano Paralimpico. Dopo un lungo iter parlamentare durato quasi due anni, è stata così approvata la proposta di legge "Promozione e sviluppo dello sport per le persone disabili", che prevede la nascita di una nuova struttura federale, il CIP appunto, come unico organismo incaricato di sovraintendere a questo settore, anche grazie a maggiori poteri di vigilanza e coordinamento. La riforma ha avuto come obiettivo anche quello di agevolare ai portatori di handicap l'accesso alla pratica sportiva, attraverso una più stretta collaborazione con centri riabilitativi e associazioni, nonché l'attribuzione della pari dignità agli atleti paralimpici: in questo senso il CONI si impegnerà presso il CIO affinché siano riconosciuti loro, finalmente, premi economici equipollenti a quelli previsti per gli atleti olimpici, diversamente da quanto accade oggi. Con la creazione del CIP finalmente l'Italia si è adeguata agli altri grandi paesi europei e può contare su un'organizzazione che punta ad essere più snella e meno burocratica, maggiormente vicina ad un mondo, quello dello sport disabili, in continua evoluzione.
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