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Servizi Sociali e Rapporti con le A.S.L.


GLOSSARIO

 

Incidenza: è il numero dei “nuovi casi” in un periodo di tempo; ad esempio il numero delle persone che nel periodo sono diventate portatrici del problema o della malattia. Il tasso di incidenza è il rapporto tra l’incidenza (ossia i “nuovi casi”) e le persone che avrebbero potuto diventare casi (ossia tutti coloro che avrebbero potuto diventare portatori del problema). Ad esempio il n° di nuovi casi di diabete infantile su l totale dei bambini di uguale età. L’incidenza descrive perciò il “gettito dei nuovi casi” , il “flusso” di crescita del problema. Il tasso di incidenza consente di confrontare quanto pesano i nuovi casi sul totale delle persone, e quindi di confrontare tale gettito in due diversi territori o in due diversi periodi.

 

Indice di dipendenza giovani: è dato dal rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione tra i 0 e i 14 anni e al denominatore la popolazione tra i 15 e i 64 anni.

 

Indice di dipendenza anziani: è dato dal rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione maggiore di 64 anni e al denominatore la popolazione tra i 15 e i 64 anni.

 

Istogramma: è una distribuzione di frequenza a barre, mostrata in forma grafica. Ciascuna barra è proporzionale alla frequenza delle osservazioni in ciascuna classe di determinazioni.

 

Mortalità (quoziente di): è il rapporto tra il numero dei decessi nell'anno e l'ammontare medio della popolazione residente.

 

Natalità (quoziente di): è il rapporto tra il numero di nati vivi dell'anno e l'ammontare medio della popolazione residente.

 

Numero medio annuale di decessi / ricoveri: esprime il numero medio annuale di decessi/ricoveri osservati nei periodi considerati.

 

Prevalenza: proporzione di soggetti con una determinata caratteristica (per esempio fumatori) presenti in un determinato momento in una popolazione. Viene espressa in percentuale.

 

Prevalenza pesata: misura di prevalenza riportata all’universo della numerosità campionaria. Permette di correggere le distorsioni introdotte dal disegno della ricerca e ottenere stime più vicine al dato reale.

 

Prevalenza standardizzata: misura di prevalenza calcolata tenendo conto delle differenze della popolazione per struttura di età. Permette di confrontare le prevalenze negli anni, nelle diverse aree geografiche e nei due sessi al netto delle differenze di età della popolazione.

 

SMR/SHR (Rapporto Standardizzato di Mortalità/Ricovero): esprime il rapporto tra il numero di morti/ricoveri osservato in una popolazione ed il numero di morti/ricoveri atteso nella stessa popolazione se su questa agissero gli stessi tassi di mortalità/ricovero specifici per alcune variabili di confondimento (vedi tasso standardizzato) che agiscono su di una popolazione assunta come riferimento. In questo studio l’SMR/SHR è stato calcolato standardizzando per età e area di nascita, utilizzando i tassi di mortalità/ricovero specifici per età ed area di nascita di Torino. L’SMR/SHR esprime, in percentuale, l’eccesso o il difetto di mortalità/ricovero, esistente tra circoscrizioni e il totale di Torino al netto delle influenze esercitate dalla diversa composizione per età e area di nascita delle popolazioni. Ai fini della lettura, il valore 100 rappresenta il valore complessivo di Torino, mentre valori superiori o inferiori indicano una maggiore o minore mortalità rispetto al totale. I confronti tra circoscrizioni, invece, vanno effettuati con maggiore prudenza per i limiti intrinseci a questa tecnica di standardizzazione. A questo scopo è preferibile utilizzare i tassi standardizzati con il metodo diretto. I valori di SMR riportati in rosso e in verde indicano differenze di mortalità osservate rispettivamente in eccesso e in difetto, significative al 95%, rispetto alla media cittadina. Si intende cioè che l’intervallo entro il quale si confida che cada il valore vero del rischio non comprende il valore di rischio medio cittadino. In questo modo si evidenziano per il lettore le situazioni che sono più meritevoli di attenzione. I valori di SHR riportati in grassetto indicano differenze osservate di ospedalizzazione significative al 95% rispetto alla media cittadina. Si intende cioè che l’intervallo entro il quale si confida che cada il valore vero del rischio non comprende il valore di rischio medio cittadino. In questo modo si evidenziano per il lettore le situazioni che sono più meritevoli di attenzione.

 

Tasso di attività: è dato dal rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione di 15 anni e più appartenente alle forze di lavoro e al denominatore il totale della popolazione della stessa classe di età.

 

Tasso di crescita: il tasso di crescita di una popolazione misura la percentuale di cui tale popolazione si accresce o diminuisce il suo ammontare totale durante il periodo considerato.

 

Tasso di fecondità: il valore è espresso per cento o per mille ed è il rapporto di nati vivi sulla popolazione femminile in età feconda (15-49 anni).

 

Tasso di disoccupazione: è dato dal rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione di 15 anni e più in cerca di occupazione e al denominatore le forze di lavoro della stessa classe di età.

 

Tasso di occupazione: è dato dal rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione di 15 anni e più occupata e al denominatore il totale della popolazione della stessa classe di età.

 

Tempo di riferimento: periodo al quale fa riferimento un'informazione rilevata o una stima statistica.

 

Tasso grezzo x 100.000: esprime il numero medio annuale di morti* / ricoveri, o eventi morbosi che si verifica per ogni 100.000 residenti. E’ la misura più comunemente utilizzata per rappresentare l'impatto reale esercitato sulla popolazione residente in un territorio da una causa di morte/ricovero o di una patologia.

 

Tasso standardizzato x 100.000: per poter effettuare confronti tra periodi e realtà territoriali diverse occorre assicurarsi che fattori riconosciuti influenti sul rischio di morte/ricovero o di ammalarsi di una certa malattia non siano distribuiti in modo diverso fra le situazioni che si vogliono porre a confronto (variabili di confondimento). Il caso più frequente è quello dell’età: è evidente che una popolazione anziana presenta una mortalità/ricovero o vulnerabilità più elevata di quella di una popolazione giovane per semplici ragioni biologiche; effettuare confronti tra territori con popolazioni rispettivamente più giovani e più anziane senza tenere conto di ciò potrebbe portare a conclusioni gravemente fuorvianti. Il tasso standardizzato rappresenta quindi la misura della frequenza di quel particolare problema utilizzando la stessa distribuzione della popolazione. Per la particolare composizione della popolazione residente a Torino si è deciso di standardizzare, oltre che per età, anche per l’area di nascita dei soggetti, annullando in questo modo l’effetto di una diversa provenienza dei cittadini, storicamente soprattutto dal sud.

 

A cura del Gruppo di accompagnamento tecnico

 


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