La sclerosi multipla è una malattia cronica, spesso invalidante, che colpisce il sistema nervoso centrale; i sintomi essere lievi, come l’intorpidimento degli arti, o severi, come paralisi o perdita della vista. L’aggravarsi della condizioni varia da individuo a individuo e non è prevedibile.

Può esordire a ogni età, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni e nelle donne, che risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Per frequenza è la seconda malattia neurologica nel giovane adulto e la prima di tipo infiammatorio cronico.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica, nel 2018 è nato l’evento Tu S.ei M.eraviglia, una sfilata di donne affette dalla Sclerosi multipla, che quest’anno verrà riproposto con una nuova veste. L’evento nasce da un progetto di Francesca Salotti, in collaborazione con l’Azienda Usl, e si pone l’obiettivo di cambiare il modo comune di pensare alla malattia, in particolare per quanto riguarda l’universo femminile.

La passerella si svolge domenica 9 giugno, nei chiostri di Santa Maria di Campagna, a Piacenza, con inizio alle ore 19; sarà accompagnata dal coro InCanto Libero e dal musicista Mikeless. A fare da filo conduttore all’evento c’è il capolavoro letterario di Italo Calvino “Le città invisibili”. Alcuni brani tratti dal testo saranno letti da attori e performer: Mariapaola Biasotti, Liliana Palumbo e Giovanni Rosa. Gli abiti sono di Veenta Luxory vintage, le acconciature sono curate da Monica Rossi e il trucco di Elena Motta. Video di Adriano Perotti e foto di Elena Casaroli.

L’ingresso è libero. Le offerte saranno devolute alla Medicina riabilitativa estensiva dell’ospedale di Piacenza, per l’acquisto di strumentazioni a favore dei pazienti. “Vogliamo cercare di dare risalto alla donna come persona prima che come malata, mostrando come qualsiasi potenzialità possa essere realizzata. Non perdetevi la poesia di questo evento, la forza e la bellezza delle modelle”.

La sclerosi multipla – Si registra una diagnosi di sclerosi multipla ogni 4 ore; nel mondo si contano circa 2,5-3 milioni di persone affette da questa patologia, di cui 600.000 in Europa e circa 114.000 in Italia. Il 5-10 per cento dei pazienti ha meno di 18 anni.

La causa, o meglio le cause, sono ancora in parte sconosciute; tuttavia le evidenze scientifiche indicano che la malattia origina da una combinazione di fattori ambientali e fattori genetici, pertanto la Sclerosi multipla appartiene al gruppo delle “multifattoriali”, patologie complesse la cui natura è legata a questa doppia componente. La distribuzione della malattia non è uniforme: è più diffusa nelle zone lontane dall’Equatore a clima temperato, in particolare Nord Europa, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia del Sud. La prevalenza della malattia al contrario sembra avere una progressiva riduzione con l’avvicinarsi all’Equatore.

In questi ultimi anni la ricerca ha fatto grandi passi nel chiarire il modo con cui la malattia agisce, permettendo così di arrivare a una diagnosi e a un trattamento precoce che consentono alle persone con Sclerosi multipla di mantenere una buona qualità di vita per molti anni. La patologia è complessa e imprevedibile, ma non riduce l’aspettativa di vita: infatti la vita media delle persone ammalate è paragonabile a quella della popolazione generale.

A Piacenza: 320 malati e una presa in carico multiprofessionale – A Piacenza vi sono circa 320 persone affette dalla malattia: la Neurologia dell’ospedale di Piacenza è il punto di riferimento per queste persone nella gestione clinica, anche attraverso l’utilizzo di tutte le terapie farmacologiche a disposizione.

Il reparto lavora in stretta collaborazione con la Riabilitazione e con altri specialisti ospedalieri e del territorio (oculista, ginecologo, urologo, foniatra/otorino, pneumologo, gastroenterologo, radiologo, psicologo, ecc.) perché è fondamentale la presa in carico multiprofessionale e interdisciplinare.

Nel 2019 l’Azienda Usl ha attivato un Piano diagnostico terapeutico assistenziale riabilitativo per migliorare il percorso di cura dei pazienti e gestire al meglio la diagnosi e la terapia. L’obiettivo finale di tutti gli specialisti è quello, attraverso attività specifiche e la condivisione del percorso di cura, di migliorare e mantenere la massima qualità della vita qualunque sia la disabilità causata dalla malattia.

Fonte: piacenzasera.it

(s.c./g.b.)