La triathleta Sabrina Schillaci pedalerà da Monza a Santiago de Compostela: oltre 2200 chilometri a tappe per raccogliere fondi a favore di ‘Come for children’. “Quando tornerò sarò una persona diversa”.

ROMA – A inizio anno vi abbiamo raccontato la storia di Sabrina Schillaci e di suo marito Davide. Di come una coppia felice si è vista trasformare l’esistenza da un banale tuffo nel lago che ha reso lui tetraplegico. Un passaggio esistenziale che lei ha voluto e saputo girare in positivo attraverso lo sport, dando l’energia a Davide per guardare avanti con speranza. Finalmente siamo giunti all’impresa possibile, Race across limits, che vedrà Sabrina pedalare da Monza a Santiago de Compostela. Oltre 2200 km a tappe per raccogliere fondi a favore di “Come for children”: un gruppo di professionisti impegnati in trattamenti osteopatici gratuiti a bambini con disabilità psico, fisico e sociali. Anche attraverso importanti missioni umanitarie nei Paesi in via di sviluppo.

La carovana di amici a sostegno della Race across limits, partirà il 14 luglio e terminerà il 31 luglio attraversando il Piemonte, la Costa Azzurra e valicare i Pirenei in direzione Lourdes.  Per ogni tappa saranno offerte  assistenza medica (garantita dagli osteopati/fisioterapisti di “Come for children”), meccanica, maglia bici o maglia ricordo dell’evento, mentre i ciclisti avranno al seguito un camper accessibile ai disabili e un fotografo specializzato in foto sportive e video. L’impresa sarà documentata, anche in tempo reale, e chi parteciperà potrà avere un ricordo bellissimo di questo grande progetto che devolverà i fondi raccolti per intero alla fondazione.

“Race across limits! – come dice sempre Sabrina – Perché l’unica maniera di ottenere l’impossibile è pensare che sia possibile.”

Come va la preparazione tecnica e logistica?

“La preparazione logistica è stata ed è la nota più impegnativa – ci dice Sabrina – . Trovare lo staff disponibile a seguirti, stilare i percorsi, sommari perché non sappiamo di preciso quali condizioni troveremo, non è stato facile. Inoltre Davide non mi seguirà per tutto il viaggio perché è reduce da un infezione alle vie urinarie con febbre molto alta. Ho dovuto quindi organizzare anche la sua gestione”.

Tu fisicamente ti senti pronta?

“Ho pedalato tanto quest’anno. Ho fatto l’Ironman di Nizza e in bici sono molto migliorata. Mi sono abituata ad uscire più giorni di seguito con le gambe stanche e appesantite dal giorno precedente, e mi dicevo che spesso mi sarei sentita così durante il viaggio. Ho pedalato con qualsiasi condizione meteo per abituarmi alla fatica”.

Quanti amici per ora si sono prenotati per il “teatro di strada” ?

“Alla partenza pedalando saremo circa una trentina, qualcuno si aggiungerà strada facendo. Tante ‘Woman’ (Woman in triathlon è la squadra di triathlon al femminile per la quale corre Sabrina, ndr) mi sosterranno durante il percorso. Il terzo giorno sarà già una tappa impegnativa e saranno con me due ragazzi, marito e moglie, conosciuti a Chia quest’anno e con i quali c’è stato subito feeling. Reduci da Ironman di Lanzarote, una coppia fantastica. Ci sarà anche Martina, una ragazza di Bardonecchia che mi ha contattata con il desiderio di pedalare tutto il viaggio è così l’ho tirata dentro al gruppo e sarà in camper con me”.

Fonte: repubblica.it

(s.c./c.v.)