Più fondi per le emergenze (catastrofi naturali o emergenze umanitarie), riduzione a zero delle trattenute sul denaro destinato a onlus (donato attraverso il social) e nuovi strumenti per raccogliere fondi per motivi personali o a favore di o iniziative a carattere non profit.

Novità

Facebook, colosso mondiale dei social network guarda sempre con maggior interesse al mondo del Terzo settore: ong, associazioni, volontari, e imprese sociali. Lo fa seguendo tre linee guida: più fondi per le emergenze (catastrofi naturali o emergenze umanitarie), riduzione a zero delle trattenute sul denaro destinato a onlus (donato attraverso il social) e nuovi strumenti per raccogliere fondi per motivi personali o a favore di o iniziative a carattere non profit. Un percorso che è iniziato un paio di anni fa e che si è sviluppato con gli annunci fatti oggi, durante il secondo Social Good Forum di New York, alla presenza di Mark Zuckerberg.

Donazioni a costo zero

«Nessuna trattenuta sulle donazioni ad organizzazioni no profit – annuncia Naomi Gleit, vice presidente Social Good, dipartimento di Facebook che si occupa del non profit – alle associazioni arriverà il 100% del denaro donato tramite Facebook». Ne beneficeranno grandi e piccole realtà – a partire dagli Stati Uniti fino agli 11 Paesi, tra cui l’Italia, nei quali oggi Facebook annuncia il roll out completo degli strumenti per la raccolta fondi – personale e non.

Safety check e Community help

L’azienda di Mark Zuckerberg prosegue la sua attività nel campo dei soccorsi. Dapprima (ottobre 2014) ha attivato un sistema per segnalare ad amici e parenti il proprio stato di salute se ci si trova in una zona dove è accaduta un’emergenza, conosciuto come Safety Check. Nel corso di quest’anno, Facebook ha presentato il Community Help, uno strumento attraverso cui le persone possono richiedere ed offrire servizi di assistenza in situazioni di pericolo.

Il fondo per le calamità

Il passo successivo è quello di attivare un programma, «l’API Community Help, che consentirà alle organizzazioni che intervengono in caso di catastrofi – racconta Naomi Gleit- di avere accesso ad importanti informazioni sulle esigenze delle persone colpite».

I primi test dell’API Community Help sono con NetHope e la Croce Rossa americana. «La nostra speranza è che questi dati aiutino le organizzazioni a coordinare le informazioni e le risorse il più rapidamente possibile», commenta la vicepresidente che aggiunge: «abbiamo in programma di annunciare presto ulteriori partnership». Inoltre a disposizione delle popolazioni colpite dai disastri ci sarà un fondo da 50 milioni di dollari per aiutare le comunità.

Un tutor per raccogliere fondi

Per campagne che perdurano nel tempo Facebook ha deciso di attivare anche il Mentorship e supporto, uno strumento che mette in contatto le persone che potrebbero aver bisogno di supporto e consulenza (mentee) e chi può darlo loro tramite le informazioni e i giusti consigli (mentore). Il mentee viene abbinato al relativo mentore da un’organizzazione partner senza scopo di lucro. «Partiamo con due progetti pilota, iMentor (nell’ambito dell’istruzione) e The International Rescue Committee (nell’ambito del sostegno in situazioni d’emergenza)», prosegue la vicepresidente .

Per favorire le raccolte sono stati migliorati gli strumenti di raccolta (il pulsante Fai una donazione) che sono ora disponibili anche in Italia. Così come i crowdfunding personali consentono alle persone di raccogliere fondi per sé stessi, un amico o qualcuno non su Facebook.

Per i Fundraiser

Un’altra innovazione introdotta è l’applicativo dedicato ai Fundraiser attraverso cui è possibile sincronizzare i fondi raccolti tramite gli strumenti di Facebook con quelli raccolti al di fuori della piattaforma. «Ciò significa che le donazioni fatte su Facebook saranno visibili sulla pagina della campagna e viceversa – spiega la vicepresidente Gleit -. La connessione a Facebook può aiutare i partecipanti a raggiungere il loro obiettivo più velocemente, consentendo loro di connettersi facilmente con i propri amici».

Le prime organizzazioni no profit coinvolte sono Susan G. Komen, JDRF, National Multiple Sclerosis Society e Movember. Altre 500 partnership saranno annunciate entro la fine della primavera del 2018. Donazione di sangue

Infine, in prospettiva, è interessante osservare la diffusione di un’altra iniziativa legata alle “buone azioni”. A ottobre Facebook ha lanciato in India un nuovo strumento per le donazioni di sangue, «per affrontare un problema grave come la carenza di sangue sicuro e mettere in contatto in modo efficiente le persone bisognose – conclude Gleit – le banche del sangue, gli ospedali e i donatori di sangue».

Ad oggi, più di 4 milioni di persone si sono offerte in India. «All’inizio del 2018, espanderemo questa funzione in Bangladesh». E si spera arrivi presto anche in Italia dove i donatori sono in calo

Fonte: corriere.it

(s.c./l.v.)