L’83% dei 20 milioni di internauti italiani ha fatto in media 3 donazioni in un anno a un’associazione non profit. Ma solo un quinto di essi ha usato internet. Dal Ciessevi di Milano una guida a tre strumenti innovativi su cui muoversi subito: aste ebay, crowdfunding di Rete del dono, Volontariocard

MILANO – Lo sapevate che sono oltre 20 milioni gli italiani connessi al web ogni giorno? Probabilmente sì. E che l’83% degli internauti italiani ha fatto almeno una donazione? Questo dato stupisce di più, ma soprattutto segnala alle organizzazioni non profit quanto questa “categoria” sia un’interlocutrice interessante per le raccolte fondi. Le percentuali si riferiscono all’indagine Doxa Donare 3.0, realizzata per PayPal Italia e Rete del dono (dati 2014 su un campione di internauti tra 18 e 64 anni), la quale aggiunge che in media un internauta italiano dona 3 volte in un anno a un’organizzazione non profit.

La ricerca spiega anche che il 55% degli internauti-non donatori intervistati dichiara di non sapere a chi donare e di non aver trovato un sistema di donazione on line. Mentre gli intervistati donatori dichiarano di non essere a conoscenza di un profilo social (il 47%) o di un sito web (il 30%) dell’organizzazione alla quale hanno donato: infatti la loro conoscenza dell’associazione è avvenuta più per fonti personali (conoscenza diretta, amici ecc.) che non attraverso ricerche sul web.

Si aprono insomma importanti piste di lavoro al terzo settore per incrementare la propria raccolta fondi. Ed è sul solco di questa lettura che Ciessevi, il Centro di servizio per il volontariato di Milano, ha lanciato il suo nuovo servizio: Fare Raccolta Fondi, con l’obiettivo di supportare le organizzazioni di Terzo Settore a colmare il proprio gap comunicativo on line imparando a raccontarsi sul web e a coinvolgere le persone per convincerle a donare. Pochi giorni fa Fare Non Profit, il progetto di Ciessevi destinato al sostegno e sviluppo degli enti non profit, ha presentato tre strumenti preziosi e innovativi di raccolta fondi: le aste on line di ebay, il crowdfunding di Rete del dono e Volontariocard di Ciessevi, CSV Napoli e UBI Banca.

Tutti e tre si basano, però, sull’idea che l’associazione costruisca un rapporto di fiducia, di dialogo, di complicità tra chi opera in essa e chi può contribuire al suo operato: donatori, amici, stakeholders ecc. Ma vediamo alcune loro caratteristiche.

Le aste on line, che consentono di mettere in vendita qualsiasi prodotto l’associazione abbia a disposizione – di qualunque tipo e prezzo – sono uno strumento economicamente vantaggioso, a detta di ebay, quando l’oggetto all’asta viene donato all’associazione e non quando è acquistato dalla stessa. Il servizio, infatti, sebbene gratuito per il non profit, lega il suo successo alla visibilità dell’offerta e quindi richiede un investimento in promozione che può risultare sostenibile quando l’oggetto è di valore e lo si è avuto pro-bono, e che diventa addirittura residuale quando chi ha donato l’oggetto all’associazione, sia esso un testimonial o un’azienda, si rende co-promotore dell’asta. È anche per questo che la relazione di fiducia e di interesse con i donatori degli oggetti per l’asta e gli acquirenti degli stessi tramite l’asta risulta fondamentale perché la raccolta fondi abbia successo.

Fonte: redattoresociale.it

(s.c./l.v.)