20 mila euro. Sono quelli che mancano per raggiungere l’obiettivo di acquistare 100 carrozzine da destinare a Gambo, in Etiopia, dove opera l’associazione «Piccoli Passi» di Torre Canavese. E’ il risultato di «Spingi lo Sport», la manifestazione andata in scena la scorsa settimana a Rivarolo Canavese che ha unito lo sport alla disabilità.SPINGI LO SPORT RIVAROLO Voto dieci alle intenzioni e al progetto ma le donazioni, purtroppo, non hanno ottenuto lo stesso successo. E lo stesso può dirsi del pubblico presente, non certo eccezionale.

Il messaggio della manifestazione è comunque passato. C’erano oltre 700 iscritti alla corsa podistica che ha anticipato la tappa di Rivarolo del Giro d’Italia di handbike. Senza contare i 230 disabili presenti, gli oltre 200 volontari della Eaton, i 25 della protezione civile e le 310 magliette destinate all’Ascom.

«Per raggiungere il nostro obiettivo abbiamo deciso di mantenere aperta la raccolta fondi fino a settembre – dicono i promotori del progetto – ogni carrozzina costa circa 250 euro. In Africa la principale disabilità è di natura fisica, spesso causata da danni agli arti conseguenti alla lebbra che, purtroppo, è ancora molto diffusa». Da qui l’idea di donare per Gambo cento carrozzine. E’ ancora possibile farlo sul conto della Banca Prossima intestato a Piccoli Passi Onlus (codice iban IT48Y 03359016001 00000142844).

La scorsa settimana, nel presentare il consuntivo della prima edizione di Spingi lo Sport, i promotori hanno sottolineato anche il mancato supporto economico da parte del Comune di Rivarolo che, a parte la polizia municipale di supporto (2700 euro destinati ai civich di Torino presenti), non ha contribuito direttamente alle spese della manifestazione che, complessivamente, si sono aggirate sui 29 mila euro (10 mila solo per la tappa di handbike). «Noi abbiamo fatto tutto il possibile – ribatte il sindaco Alberto Rostagno – sostenendo costi e rispondendo in prima persona a tutte quelle persone che, magari rimaste bloccate con l’auto in mezzo a Rivarolo, se la sono presa con noi. In questo momento non è facile per un’amministrazione pubblica sostenere economicamente qualunque tipo di evento».

Fonte: quotidianocanavese.it
(e.v.)