La dignità nel chiedere un aiuto e la discrezione nel darlo hanno un punto di incontro che a Pinerolo si chiama «Una goccia». E’ un emporio solidale con alimenti e articoli di sanità. marketDalla scatoletta di carne alla frutta di stagione, dalle verdure al latte, dal sapone ai pannolini. L’utenza è costituita da famiglie italiane e straniere che stanno attraversano un difficile periodo economico. Questo piccolo punto vendita si distingue perché sugli scaffali non ci sono i prezzi degli articoli, ma un equivalente in punti e, giunti alla cassa, non serve il portafoglio né si aspetta il resto, si presenta una tessera dalla quale vengono detratti i punti in base alla spesa fatta. SPESA SOLIDALE Questo minimarket della solidarietà è in via del Pino, davanti al Centro ecumenico di ascolto ed è lì, in quelle due piccole stanze, che i volontari raccolgono e valutano le testimonianze di chi ha bisogno di aiuto. Il 54% sono italiani, il resto stranieri che arrivano dal Nord Africa e dall’Est Europa, mediamente vanno a fare la spesa da 300 a 400 persone al mese. Gli aiuti arrivano dalla chiesa cattolica, da quella valdese, ma anche da tanti cittadini che lasciano un contributo o portano generi alimentari appena acquistati. In altri casi sono i contadini che, quando si trovano con più prodotti di quelli che riescono a vendere, li donano al centro. Spiega Mario Bert, presidente del Centro ecumenico di ascolto: «Ogni settimana andiamo a fare la spesa nei discount, fondamentale l’aiuto che ci arriva dal banco alimentare di Moncalieri. Nei nostri scaffali ci sono 70 prodotti di aziende italiane, altri arrivano dalla Comunità europea. Qui si può venire a fare la spesa una volta al mese, o magari una volta alla settimana, secondo le necessità delle famiglie». L’emporio è aperto tre giorni alla settimana: il lunedì e il venerdì dalle 15 alle 18, mentre il giovedì dalle 9 alle 12. NIENTE SOLDI In base alla situazione economica, al numero dei componenti della famiglia, alla certificazione Isee, le famiglie vengono classificate in quattro categorie e ottengono un punteggio. Un single solitamente ha 220 punti al mese, 10 punti valgono un euro, ma qui il potere di acquisto dei punti è più alto e la spesa più conveniente. Una famiglia mediamente ha 130 punti per ogni componente. «Chi entra da noi esce con la spesa fatta – aggiunge Mario Bert – e viene aiutato anche nella scelta dai nostri volontari, che consigliano sull’utilizzo di prodotti che appartengono a culture diverse: un passo verso l’integrazione». Questo progetto di solidarietà arricchisce chi riceve e chi aiuta. E così al banco della verdura si trova una neo laureata, alla «cassa» un’insegnante di lettere in pensione e alla guida del furgone, che è appena arrivato con un carico di colombe, un rappresentante, anche lui in pensione. «Il nostro è un modello pilota destinato ad essere replicato – conclude Mario Bert – siamo gli unici in Piemonte e l’altro ieri sono arrivati dei volontari da Mondovì, da Saluzzo, da Moncalieri e da Luserna per conoscere il nostro emporio solidale, dove la spesa non si paga. Un passo avanti rispetto a quando, anni fa, si dava la borsa con la spesa». Fonte: lastampa.it