Se non paghi, lavi i piatti. Non si tratta del solito cliché di essere spedito in cucina se non hai i soldi per saldare il conto; qui chi non è in grado di pagare è calorosamente invitato a entrare e viene accolto con il sorriso. trattoria popolareHa oggi aperto le sue porte la Trattoria Popolare di Monza, una delle tante iniziative di economia solidale del circolo Arci Scuotivento, dedicato alle buone pratiche sul territorio e all’integrazione.

Locato volutamente in una zona periferica, in un vecchio opificio della prima metà del XX secolo vicino alla stazione della provincia brianzola, è a stretto contatto con un quartiere popolato prima dall’immigrazione italiana e adesso da immigrati stranieri e rifugiati. Margherita Motta, una delle responsabili del progetto, spiega che il loro obiettivo è creare una bella comunità dove ci siano scambi culturali e di aiuto, di partecipazione e sostegno reciproci. Per questo alla Trattoria Popolare non è obbligatorio pagare: si può fare un’offerta libera o devolvere, in cambio del pasto, delle ore di volontariato da dedicare alla manutenzione e sviluppo del circolo, dalle pulizie all’imbiancatura e alla manutenzione del sito web, con tutta la libertà di sbizzarrirsi con le proprie capacità e generosità.

Margherita Motta: «Le persone che ci piacerebbe raggiungere sono quelle che di solito mangiano a casa, che non escono dall’ambito familiare e che sono le più difficili da raggiungere e integrare. A questo scopo abbiamo stampato volantini anche in bangla, arabo e urdu (ndr un dialetto del Bangladesh). Non vogliamo dispensare pietismo ma condivisione e stare insieme coinvolgendo allo stesso tavolo dal manager alla persona disoccupata».

Come in tutte le iniziative fatte con cura e passione, il logo sulla porta è colorato, vivace e invita a curiosare all’interno del locale per vedere se i colori riusciranno a mantenere la loro promessa di allegria, e le tovaglie rosse a pois bianchi che si vedono dall’ingresso ne danno la conferma. Le tavolate, rigorosamente condivise con tutti gli ospiti, sono già apparecchiate e corredate di sacchetti del pane, bottiglie d’acqua di acquedotto, penne con i moduli da compilare per le ore di volontariato da offrire e di un volantino delle istruzioni che avverte: «è vietato non parlare con i commensali».

Esplora il significato del termine: Se non paghi, lavi i piatti. Non si tratta del solito cliché di essere spedito in cucina se non hai i soldi per saldare il conto; qui chi non è in grado di pagare è calorosamente invitato a entrare e viene accolto con il sorriso. Ha oggi aperto le sue porte la Trattoria Popolare di Monza, una delle tante iniziative di economia solidale del circolo Arci Scuotivento, dedicato alle buone pratiche sul territorio e all’integrazione.

Locato volutamente in una zona periferica, in un vecchio opificio della prima metà del XX secolo vicino alla stazione della provincia brianzola, è a stretto contatto con un quartiere popolato prima dall’immigrazione italiana e adesso da immigrati stranieri e rifugiati. Margherita Motta, una delle responsabili del progetto, spiega che il loro obiettivo è creare una bella comunità dove ci siano scambi culturali e di aiuto, di partecipazione e sostegno reciproci. Per questo alla Trattoria Popolare non è obbligatorio pagare: si può fare un’offerta libera o devolvere, in cambio del pasto, delle ore di volontariato da dedicare alla manutenzione e sviluppo del circolo, dalle pulizie all’imbiancatura e alla manutenzione del sito web, con tutta la libertà di sbizzarrirsi con le proprie capacità e generosità.

Margherita Motta: «Le persone che ci piacerebbe raggiungere sono quelle che di solito mangiano a casa, che non escono dall’ambito familiare e che sono le più difficili da raggiungere e integrare. A questo scopo abbiamo stampato volantini anche in bangla, arabo e urdu (ndr un dialetto del Bangladesh). Non vogliamo dispensare pietismo ma condivisione e stare insieme coinvolgendo allo stesso tavolo dal manager alla persona disoccupata».

Come in tutte le iniziative fatte con cura e passione, il logo sulla porta è colorato, vivace e invita a curiosare all’interno del locale per vedere se i colori riusciranno a mantenere la loro promessa di allegria, e le tovaglie rosse a pois bianchi che si vedono dall’ingresso ne danno la conferma. Le tavolate, rigorosamente condivise con tutti gli ospiti, sono già apparecchiate e corredate di sacchetti del pane, bottiglie d’acqua di acquedotto, penne con i moduli da compilare per le ore di volontariato da offrire e di un volantino delle istruzioni che avverte: «è vietato non parlare con i commensali».

Il menù è tradizionale italiano ma anche un ospite vegetariano e uno vegano hanno dato soddisfazione ai loro palati tra le scelte disponibili del giorno: minestrone lombardo di verdure fresche bio a km zero, bucatini all’amatriciana, lenticchie e cotechino, baccalà alla triestina con finocchi, taleggio e pere dalla più prelibata tradizione contadina. I complimenti allo chef Paolo Longoni, allievo di Luigi Carnacina, arrivano da tutti.

Lo chef Paolo Longoni: «Il mio contributo a migliorare il pianeta è proporre un’alimentazione corretta, cucinare sano con materie prime di qualità e cura nella preparazione, con una varietà di elementi che permettano di soddisfare tutte le esigenze alimentari e nutrizionali».

Su un cartellone all’ingresso c’è il menù con i costi sostenuti per realizzare i vari piatti, i primi 3 euro, i secondi 5 euro, base di valutazione per l’offerta. Se le cose andranno bene, ci dice Margherita, «apriremo anche in altri giorni, allargheremo gli scambi di servizio ad altre prestazioni professionali e oggetti, e il progetto diventerà fonte di reddito per qualcuno che non ha lavoro, perché è corretto riconoscere la professionalità delle persone e pagare il giusto, mentre adesso il volontariato e imprescindibile». E noi glielo auguriamo.

La Trattoria Popolare vi aspetta, tutti i venerdì a pranzo con circa 40 coperti, in via Monte Grappa, 4/b. Si deve essere tesserati ARCI: € 12 annuali e si consiglia la prenotazione a segreteria@desbri.it.

Fonte: buonenotizie.corriere.it

s.c.