Oggi a Bologna l’inaugurazione del progetto voluto da Roberto Morgantini, vice presidente di Piazza Grande e da sua moglie Elvira. Uno spazio per aiutare una sessantina di persone in difficoltà: famiglie italiane e straniere, spesso con figli piccoli.

cucine popolariBOLOGNA – Giada Raffaella ha solo un mese, e dorme pacifica nel suo passeggino, sotto lo sguardo attento della mamma Zoila, Zoila ha 38 anni, da 5 vive a Bologna: è cittadina italiana, viene dall’Ecuador. Faceva la badante, ma con la maternità ha perso il lavoro, e ora passa le sue giornate a casa con la piccola. Suo marito fa il muratore, lavora a chiamata: oggi è impegnato, per questo non l’ha potuta accompagnare a pranzo. Un pranzo speciale, perché è il primo offerto dalle Cucine popolari: la mensa per le famiglie in difficoltà ha aperto oggi, in via del Battiferro, in piena Bolognina. È ospitata nel circolo Pd I Cento Passi, e dalle cucine un buon profumo riempie l’aria di una torrida estate emiliana. “Sono felice di essere qui – spiega Zoila –: sennò sarei stata a casa da sola. Qui trovo un po’ di compagnia, e magari prima o poi troverò anche un piccolo lavoro”.

La mensa aprirà – per adesso – 3 giorni a settimana: “Cucineremo per una cinquantina di persone – sorride Giovanni, uno dei 3 cuochi, che sfoggia una bella barba bianca e una bandana rossa in testa –. Oggi il menù è speciale: fusilli con pomodorini e pesto di basilico, scaloppine di pollo al limone con patate al forno, mousse di yogurt con composta di frutti di bosco”. 4 cuochi ai fornelli, in sala una dozzina di volontari della rete creata ad hoc Civibo: a ogni tavolo, un facilitatore, una persona con il compito di ascoltare e dialogare con i commensali, perché il pranzo non sia solo consumo di cibo. “È importante conoscere le esigenze delle persone – conferma Pasquale, volontario Auser, mentre distribuisce fumanti piatti di pasta –. Cerchiamo di fornire strumenti utili a chi non ne ha e fa fatica a organizzarsi”.

Cucine popolari, infatti, è una mensa destinata a persone sole e famiglie in difficoltà, individuate e invitate a prendere parte al progetto da Caritas e Comune: “L’amministrazione ci ha chiesto di capire chi tra i nostri utenti potesse usufruirne – spiega Paola Scannavini, volontaria Caritas –. Abbiamo individuato 23 persone: ci sono italiani e stranieri, con tanti bimbi piccoli. Nella maggior parte dei casi, per pudore, non se la sentono di rivolgersi alle mense per i poveri. Così, abbiamo scelto di dare loro un’opportunità diversa”. A tavola, anche alcune persone che, ogni 15 giorni, ricevono un pacco viveri da Caritas: “Qui, invece, possono sentirsi parte di una comunità”.

La scelta del menù non è stata delle più facili: ci sono persone di religione induista che quindi non mangiano manzo, musulmani che non mangiano maiale. La scelta, così, è caduta sul pollo halal, che ha messo tutti d’accordo. Tutto è stato reso possibile anche dalla collaborazione di due grandi realtà del territorio come Camst e Coop Adriatica, quest’ultima impegnata anche su ‘Brutti ma buoni’, progetto di recupero e ridistribuzione del cibo invenduto dai sui punti vendita, che ora coinvolgerà anche le Cucine Popolari.

“Gli occhi ludici di Roberto ed Elvira dicono tutto – commenta un volontario –. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza di loro”. Già, perché i fondi per fare partire il progetto sono stati raccolti da Roberto Morgantini – vice presidente di Piazza Grande – e delle dalla neosposa Elvira, che hanno scelto come regalo di nozze (avvenute lo scorso 27 giugno dopo 38 anni di fidanzamenti) una donazione per avviare la mensa.

Civibo gestisce in comodato d’uso il circolo Pd: “Siamo felicissimi di avere contribuito alla realizzazione di questo sogno – ammette Carlo Castelli, tesoriere del Pd di Bologna –. Questo spazio è come un tortellino. Il segreto per fare un buon tortellino è fare il ripieno perfetto, dove tutti gli ingredienti si amalgamano alla perfezione. Lo stesso vale qui: le Cucine popolari saranno un successo se tutte le realtà coinvolte si amalgameranno alla perfezione”. (Ambra Notari)

Fonte:  Redattore Sociale