Trentanove edizioni, 62.217 persone aiutate, una raccolta pari a circa 22 milioni di euro (attualizzata a oggi). anzianiSta in queste cifre il miracolo della Tredicesima dell’Amicizia che vede Torino stringersi ogni anno a Natale intorno ai suoi anziani più poveri e più soli. E che torna anche quest’anno.

L’idea di suor Pierina

Nata nel 1976 da una richiesta della leggendaria suor Pierina (attiva ancora oggi nei quartieri più degradati) e recepita da un giornalista della «Stampa», Marco Marello, trovò nell’allora capocronista, Ferruccio Borio, un immediato sostenitore. Da allora è stato un appuntamento che Specchio dei Tempi ha riproposto ogni anno. Un’iniziativa che ha maggior valore e maggior peso soprattutto in anni difficili, come questi, in cui la crisi colpisce soprattutto i più deboli, innanzitutto gli anziani. Persone che dopo una vita di lavoro si trovano, spesso con una pensione minima, sempre più inadeguata a sopravvivere. In più, gli anziani sono «senza voce»: non sanno, non vogliono, non hanno la forza di scendere in piazza. E, troppo spesso, persino chi governa si dimentica di loro.

Ecco così, anche quest’anno, la necessità e l’attualità delle Tredicesime dell’Amicizia. Una risposta al grido di aiuto che sale dalla città, una richiesta che è sulle centinaia di lettere che arrivano sulle scrivanie di Specchio. Richieste a volte disperate, altre volte espresse con ritrosia di chi non avrebbe mai voluto chiedere, ma che ora non ce la fa più. Sull’altro piatto della bilancia, l’affetto della città e dei nostri lettori per quanti hanno già superato i 65 anni e che, oltre al peso dell’età, devono sopportare quello della solitudine, dell’indigenza, delle malattie.

Dalle lire all’euro

Apriamo dunque, anche quest’anno, un’altra pagina di questa storia. Il primo assegno fu, nel 1976, di 30 mila lire, versato a trenta anziani: oggi pare una cifra piccolissima, allora consentiva di acquistare il carbone per tutto l’inverno. L’assegno fu portato a 50mila lire nel ‘78 e a 100 l’anno dopo. Mentre il numero degli assistititi saliva rapidamente a diverse centinaia e poi superava il migliaio. L’assegno arrivò fino a 700 mila lire nel 1998, poi, con la moneta unica la cifra divenne di 360 euro. Oggi il contributo è di 500 euro. E, con il passare del tempo, il numero degli anziani beneficiati ogni anno ha raggiunto quota 2 mila: che resta l’obiettivo minimo, ma speriamo – come è successo quasi sempre – di portare gli aiuti a 2.200-2.300 persone, se riusciremo a superare quota un milione di euro di offerte.

Come donare

I lettori possono fare un bonifico sul conto corrente intestato a Fondazione – La Stampa Specchio dei Tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino Iban: IT10 V030 6901 0001 0000 0120 118. Oppure tramite conto corrente postale numero 7104, intestato a La Stampa – Specchio dei Tempi. O, ancora, agli sportelli La Stampa in via Lugaro 21 (anche con il bancomat). E’ possibile versare anche con carta di credito online sul sito www.specchiodeitempi.org. Meglio specificare, nella causale di ogni versamento, «Fondo 500».

Fonte: lastampa.it