Maglie, tessuti e ricami richiamano i colori della terra, le alture di luoghi lontani, paesaggi maestosi e le difficoltà di tutti i giorni in terre lontane

che siamo abituati a richiamare alla mente quando vediamo il rosso, l’arancione, il verde il giallo vivo di tessuti che catturano subito lo sguardo per la maestria e l’arte con cui sono realizzati.

Questa suggestione e molte altre arrivano da “Tessendo fili invisibili”, la mostra di opere femminili di maglieria, tessitura e ricamo eseguite a mano nelle missioni nelle Ande seguite dall’operazione Mato Grosso. La lana di alpaca, il tombolo, il telaio e le antiche tradizioni artigianali locali, unitamente allo straordinario talento delle artigiane andine, danno forma ad abiti, cappotti, borse, tappeti sciarpe e svariati accessori caratterizzati da colori variopinti e da originali decorazioni.

La mostra, organizzata presso la saletta d’Arte comunale di Via Xavier de Maistre n.5 di Aosta, dal 30 agosto al 10 settembre 2014, è opera dell’Associazione onlus “Don Bosco 3A” (che lavora in stretto contatto con il gruppo di volontari dell’operazione Mato Grosso), in collaborazione con L’Albero di Zaccheo e con il patrocinio del Comune di Aosta.

Le opere in mostra sono il frutto del lavoro di ragazze, scelte tra le più povere della loro comunità, che hanno frequentato per cinque anni una scuola-collegio completamente gratuita, dove sono state accolte come figlie. Terminata la scuola, hanno la possibilità di entrare nella “Famiglia artigiana”, potendo così svolgere il loro lavoro a casa in accordo col tempo che debbono dedicare ai figli, alla cura della casa e della terra.

La possibilità di lavorare e di veder riconosciuto il proprio lavoro restituisce dignità alle giovani che vivono sulle Ande, soprattutto nella zona del Cusco e nell’area di Ancash. La Famiglia “Maria Auxiliadora”, da cui arrivano le opere esposte ad Aosta, sta in piedi per l’impegno gratuito di tanti volontari che si incaricano di trovare sbocco ai loro prodotti. A loro volta le artigiane regalano il proprio tempo libero impegnandosi in aiuto alle loro comunità.

 

Fonte: valledaostaglocal.it

(c.p.)