logo AismOltre 47 milioni di euro per una “scuola italiana” nello studio di questa patologia. Gli ultimi risultati della ricerca presentati al congresso nella capitale in occasione della Giornata mondiale dedicata. Il premio Montalcini a Silvia Rossi

ROMA – L’eccellenza della ricerca scientifica sulla SM si ritrova a Roma per l’annuale congresso della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla: più di 200 scienziati presenteranno i risultati dei loro studi che stanno contribuendo a fare luce sulle cause, sui meccanismi di sviluppo, sui nuovi target terapeutici, e sulle terapie di supporto per queste malattia neurodegenerativa che in Italia colpisce circa 72mila persone. ‘Dalla parte della persona con SM: la ricerca come strumento di advocacy’ è il titolo che Aism con la sua Fondazione hanno voluto dare al congresso in linea con quello che è il tema della Giornata Mondiale della SM (28 maggio) che si celebra in 60 paesi nel mondo: ‘l’accessibilità’ è intesa come accesso alle terapie, al percorso di cura, all’informazione, al lavoro, accesso a tutti i percorsi che consentono una piena inclusione delle persone con SM.

Spiega Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione italiana sclerosi multipla: “L’impegno di Aism e della sua Fondazione nel indirizzare, promuovere e finanziare la ricerca è da sempre improntato alla qualità: solo i risultati evidence based, infatti, possono rappresentare uno strumento di “advocacy” nei confronti delle istituzioni. Fism guarda con interesse a tutti i campi di ricerca, anche quelli che possono apparire avveniristici: è grazie a questa lungimiranza che oggi possiamo accogliere con soddisfazione i risultati nel campo delle nuove terapie ma anche lanciare la sfida verso nuovi modelli di gestione della malattia”.

Più di 10 anni fa, infatti, la Fism decise di puntare sulle cellule staminali. In questi anni Fism ha finanziato i ricercatori con circa 5,2 milioni di euro per progetti sulle cellule staminali ematopoietiche, mesenchimali e neuronali. Tanto che oggi l’Italia è il paese europeo con il più alto numero di trapianti di cellule ematopoietiche, è la capofila dell’unico studio internazionale di fase II sulle cellule mesenchimali, e si prepara ad iniziare uno studio clinico con cellule staminali neurali.

Un’altra scommessa vinta da Aism e la sua Fondazione è quella fatta, già a partire dagli anni Novanta, sulla risonanza magnetica, con il finanziamento dei primi centri specializzati dedicati alla ricerca (Milano, Genova, Napoli). Oggi la risonanza magnetica è uno strumento indispensabile non solo per la diagnosi ma anche per il controllo dell’andamento della malattia. Bisogna però fare ancora un passo in più, ed è l’obiettivo del progetto speciale INNI (Network Italiano di Neuroimaging per l’ottimizzazione dell’utilizzo di tecniche avanzate di Risonanza Magnetica in pazienti con SM): creare una rete che sia in grado di trovare indicatori comuni per predire al meglio l’evoluzione della progressione della malattia in termini di disabilità cognitiva e fisica e per personalizzare il trattamento farmacologico o riabilitativo.

L’impegno di Fism è soprattutto a fianco di chi ancora non può contare su terapie valide, le persone colpite da SM progressiva. È questa una vera emergenza: si stima infatti che il 65% delle persone con SM sviluppa una forma progressiva. Per dare loro delle risposte la Fondazione ha deciso di puntare su un nuovo modello di ricerca e condivisione dei risultati. Chiamando a raccolta le migliori menti mondiali impegnate nello studio della SM, la Progressive MS Alliance, di cui AISM insieme alle associazioni SM di Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna è capo fila, ha dato vita, insieme alle principali associazioni internazionali, ad un programma ambizioso, attentamente pianificato e costruito su un obiettivo preciso: accelerare il più possibile l’individuazione di terapie efficaci e in grado di modificare il decorso di SM progressiva. Grazie ai finanziamenti messi a disposizione da questa piattaforma internazionale sarà possibile capire le cause e i meccanismi di sviluppo di questa forma di SM ancora in gran parte sconosciuta. A fine 2013 è stato lanciato il primo bando per la ricerca internazionale sulle forme progressive di SM, finanziato dalla Progressive Multiple Sclerosis Alliance attraverso le Associazioni SM di Stati Uniti, Italia, Regno Unito e l’MSIF e per cui sono stati già stanziati 1.125.000 euro. Il bando si è chiuso a gennaio 2014 ed è in corso la selezione di 15 progetti: ciascuno potrà essere finanziato con un massimo di 75 mila euro e per una durata massima di 12 mesi. Si tratta di uno screening preliminare di tutte le buone idee presenti nel mondo per selezionare le migliori e poi finanziare in modo congruo.

Ma durante le due giornate di congresso sono presentati anche gli ultimi risultati delle ricerche sulla neuro-riabilitazione, che sta dimostrando di modificare l’andamento della malattia, con effetti diretti sul sistema nervoso centrale; e le ultime evidenze dell’impatto che l’alimentazione ha sulla qualità di vita delle persone con SM, raccolte grazie a studi che analizzano la produzione di molecole infiammatorie da parte della flora intestinale.

“I due giorni di congresso sono l’occasione per fare il punto sull’eccellenza italiana e presentare alle persone con SM risultati solidi e di qualità grazie ai quali poter costruire una battaglia per il riconoscimento di quelli che sono i diritti sanciti nella ‘Carta dei diritti delle persone con SM’ presentata il 21 maggio scorso alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin”, ha concluso Battaglia.

Il Premio Rita Levi Montalcini. Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato a Silvia Rossi responsabile dell’Ambulatorio “Protocolli clinici con farmaci sperimentali” del Centro Sclerosi Multipla del Policlinico di Tor Vergata per il suo impegno in laboratorio che la porta a verificare direttamente con le persone la validità delle sue scoperte al fine di consentire a ogni persona con SM di vivere una vita di qualità sino in fondo e senza paura per il futuro. Silvia ha 30 anni e finora ha pubblicato 80 studi dei quali 34 come “primo nome” e più di 1500 citazioni dei suoi studi in altre pubblicazioni.

 

Fonte: superabile.it

(c.p.)