Gli italiani della morte non vogliono sentir parlare. E di conseguenza neanche del testamento: 8 italiani su 10, infatti, non hanno mai preso in considerazione l’idea di mettere nero su bianco le loro ultime volontà

addirittura 6 su 10 non hanno alcuna intenzione di fare testamento neanche in futuro, mentre il 21% non ha mai valutato l’idea, ma «potrebbe pensarci su».

È quanto emerge da un’indagine realizzata per la campagna Testamento Solidale da Gfk Eurisko e basata su un campione di quasi 1.500 individui rappresentativo della popolazione italiana over 55. Dall’indagine, presentata oggi a Roma, emerge che soltanto l’8% del campione (in proiezione circa 1,5 milioni di italiani) ha fatto testamento, mentre il 5% è intenzionato a farlo e il 6% ci ha pensato ma è ancora incerto.

Gli italiani, dunque, si confermano restii, molto più di cittadini di altri Paesi: in Gran Bretagna, ad esempio, è propenso a fare testamento l’80% circa, negli Usa il 50%. Alla base del rapporto difficile con il testamento ci sarebbe, oltre all’ansia per l’idea della fine della vita, anche il timore di causare problemi familiari come nelle più classiche commedie all’italiana. L’indagine evidenzia inoltre come oltre 7 milioni di persone over 55, il 45% del campione, dichiarano di non aver mai sentito parlare di lasciti solidali, cioè a favore di enti, associazioni e onlus.

Molti pensano al lascito solidale come a una cosa «da ricchi»oppure credono che obblighi all’intera donazione del proprio patrimonio, non sapendo – sottolineano i promotori della campagna – che si può cedere anche solo una minima parte dei propri averi, ad esempio una piccola somma di denaro, un gioiello o addirittura un arredo. Inoltre, solo pochi ricordano che il testamento olografo (scritto di proprio pugno) è revocabile e modificabile in qualsiasi momento.

Ma anche, più banalmente, come emerge dalla ricerca, molti non sanno a chi rivolgersi oppure temono che una richiesta di informazioni possa vincolarli a un impegno. C’è insomma un’evidente mancanza di conoscenza, che la campagna, lanciata da 7 grandi organizzazioni – Actionaid, Ail, Aism, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children e Unicef – con la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato vuole colmare. L’obiettivo è promuovere la cultura della solidarietà testamentaria in Italia: fare un lascito solidale ad associazioni riconosciute, sottolineano, significa garantire cibo, salute e istruzione a milioni di bambini, aiutare le persone con disabilità a integrarsi al meglio nei territori in cui vivono, fornendo servizi socio-sanitari adeguati e sostenere la ricerca scientifica contro malattie come la leucemia e la sclerosi multipla. Il tutto attraverso un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento e senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri cari e familiari.

Promuovere la cultura della solidarietà testamentaria in Italia: è questo l’obiettivo di Testamento Solidale, una campagna che per la prima volta mette insieme un gruppo di prestigiose ed autorevoli associazioni, con il contributo tecnico del Notariato, per informare e sensibilizzare sull’importanza di un gesto che può fare la differenza nella vita delle persone che hanno più bisogno.

Fare un lascito solidale ad associazioni riconosciute comeAction Aid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children e UNICEF significa garantire cibo, salute e istruzione a milioni di bambini. Vuol dire aiutare le persone con disabilità ad integrarsi al meglio nei territori in cui vivono, fornendo servizi socio-sanitari adeguati e sostenere la ricerca scientifica contro malattie come la leucemia e la sclerosi multipla.

 

Fonte: ilmessaggero.it

(r.b./c.p.)