La passione di quattro amici per la Vespa, la voglia di fare qualcosa per gli altri e un pizzico di follia, che non guasta mai. Anche quest’anno, dopo il successo della prima edizione, scatta il conto alla rovescia per il Vespa Tour per la solidarietà, il giro d’Italia in Vespa che partirà il 7 settembre da Biella per arrivare il 6 ottobre a Santhià dopo aver percorso la bellezza di 7000 chilometri lungo tutta la Penisola

I quattro amici, Augusto Gaudino, Carlo Morandi, Giuseppe Bezzon e Domenico Gelmi, dopo anni trascorsi a macinare chilometri in tutta Europa, hanno deciso di finalizzare questa passione a qualcosa di concreto. E così ha avuto inizio questa fantastica avventur a il cui obiettivo, solidale e sociale al contempo, è quello di far conoscere la sindrome autistica attraverso tappe-convegno nei maggiori centri italiani e raccogliere fondi per aiutare la casa-famiglia di Candelo, specializzata nell’ospitare le persone con sindrome autistica.

«L’autismo – ha spiegato Augusto Gaudino nella conferenza avvenuta a Santhià alla presenza del sindaco Angelo Cappuccio e del consigliere Gabriele Posillipo – è una patologia ancora poco conosciuta in Italia, seppur siano ben 400 mila famiglie coinvolte. Ed è proprio sulle famiglie che il peso di questa sindrome si addossa». Un piccolo aiuto giungerà da questa iniziativa, unica nel suo genere, che la scorsa edizione ha coinvolto 77 Vespa Club, 600 moto e 44 Comuni tutti uniti per dare un contributo ad una causa importante. «Ovviamente questo tour della solidarietà ha anche dei costi – precisa l’organizzatore – ma fortunatamente abbiamo molte realtà pronte a darci una mano: infatti siamo ancora riusciti a ricavare altri 13 mila euro, destinati alle attività e alle terapie per le persone autistiche».

Un’iniziativa particolare che ha trovato l’appoggio dell’Angsa, l’associazione nazionale genitori soggetti autistici, a cui aderisce Mariela Stupenengo, mamma di un bimbo autistico: «Le cure per le persone affette da questa patologia arrivano a costare 2000 euro al mese – spiega – e iniziative come questa contribuiscono a far conoscere la problematica e a fornire alle famiglie questi servizi essenziali per affrontare la vita quotidiana».

 

Fonte: lastampa.it

(c.p.)