ROMA. Il lavoro e la scuola, la consulenza quotidiana e i progetti per permettere alle persone con sindrome di Down di acquisire maggiore autonomia. C’è il quadro completo delle attività svolte nel Bilancio sociale 2012 pubblicato dall’Aipd, l’ Associazione Italiana Persone Down che nei giorni scorsi ha celebrato la propria assemblea nazionale
Il Bilancio è stato pubblicato, per il secondo anno, anche in una versione più snella e comprensibile, in modo che possa essere “accessibile” a tutti i tipi di pubblico e soprattutto dalle stesse persone con sindrome di Down. “Siamo convinti che il nostro fare – sottolinea il presidente Mario Berardi – sia e debba essere condiviso da tutti”. Nata come Associazione Bambini Down nel 1979, l’Associazione Italiana Persone Down – recita una nota – “ha percorso una lunga strada, operando a favore delle persone con sindrome di Down e delle loro famiglie, indipendentemente dall’iscrizione a socio; contribuendo allo studio della sindrome di Down e ad una corretta informazione su questo tema; promuovendo l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale, accompagnando le persone con sindrome di Down nel loro percorso di vita dall’infanzia all’età adulta e tutelando la dignità della persona con sindrome di Down e promuovere i suoi diritti sanciti dalla Costituzione Ita liana e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.

Quanto agli obiettivi per i prossimi due anni, le nuove attività si concentrano principalmente “sulle persone con sindrome di Down adulte, quelle con maggiori elementi di difficoltà cognitive, comportamentali e di salute: lo scopo è quello di dare le stesse opportunità a tutte le persone con sindrome di Down dovunque esse vivano sul territorio nazionale anche attraverso la crescita numerico-qualitativa delle sezioni locali”. “L’Aipd – continua la nota – crede nella sussidiarietà, nell’imparzialità, ha una base sociale molto larga, tutela i diritti delle persone con sindrome di Down e promuove il protagonismo delle persone con Sindrome di Down, investendo nell’autonomia e in interventi concreti per una migliore qualità della vita”.

Nel bilancio sociale trovano spazio i diversi servizi offerti dall’associazione: Telefono D, servizio che risponde a richieste che riguardano tutti gli aspetti legati alla sindrome di Down, con particolare attenzione a quelli assistenziali e di tutela; l’Osservatorio Scolastico, che assicura un servizio di informazione e consulenza specialistica riguardo le tematiche inerenti l’inclusione scolastica, sia dal punto di vista legale che psico-pedagogico; l’Osservatorio sul Mondo del Lavoro, che offre consulenza ad aziende, adulti con sindrome di Down e famiglie per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. L’Aipd segue inoltre la legislazione in materia e coordina gli operatori delle sezioni che sul territorio seguono le prime fasi dell’inserimento lavorativo con il tutoraggio sui posti di lavoro. Centrale poi il progetto di Educazione all’Autonomia, che ha come obiettivo quello di dare alle persone down i prerequisiti essenziali per inserirsi nella vita adulta.

“I progetti dell’associazione – viene spiegato – hanno al centro il protagonismo e quindi anche la sempre maggiore competenza e consapevolezza delle persone con sindrome di Down e delle loro famiglie”. Fra i progetti, si è appena concluso “Smart Tourism” e prenderà il via ad aprile “Turisti non Per Caso”, che affrontano il tema del turismo sostenibile, con la realizzazione di guide ad alta comprensibilità scritte dalle stesse persone con sindrome di Down per un accesso più facile e immediato alle città europee. In corso ci sono anche il progetto Allena-menti, un corso di formazione indirizzato ai soci Aipd sui temi quali l’inserimento scolastico, l’educazione alla sessualità, la vita relazionale, il lavoro, incontrando così i bisogni e le necessità delle famiglie di persone con sindrome di Down. Sono previsti per questo campi di formazione genitori e figli, incontri, forum e formazione a distanza. Diversi infine i progetti relativi al lavoro, sia per la fo rmazione degli operatori delle sezioni su tutto il territorio nazionale sia rivolti direttamente alle persone con sindrome di Down.

 

Fonte: redattoresociale.it

(c.p.)