Noi ragazzi del Servizio Civile, all’interno del progetto “Espressioni Differenti” – “Motore di Ricerca: Comunità Attiva” e “InGenio”, incontreremo nel corso dell’anno, associazioni e cooperative del territorio dove si tengono laboratori e attività rivolti a persone con disabilità.

 

Giovedì 8 Giugno  2017 abbiamo assistito al Saggio di fine anno, organizzato dall’Associazione A.P.R.E.S., in corso Galielo Ferraris 200.

L’Associazione A.P.R.E.S. (Associazione Piemontese Rieducazione Equestre Sportiva) è nata 34 anni fa con la finatà di promuovere l’autonomia dei giovani disabili attraverso la terapia per mezzo del cavallo.Oggi A.P.R.E.S. ha costituito una Equipe multiprofessionale specializzata in Riabilitazione  Equestre, si occupa dei progetti riabilitativi, della formazione degli operatori, dei tirocinanti e dei volontari e del sostegno alla genitorialità per le famiglie dei minori coinvolti nelle attività. La collaborazione è con 25 scuole ed Istituti comprensivi di Torino e provincia, diverse Associazioni, Cooperative e molte famiglie private. La presidentessa dell’associazione è Eleonora Tranfo, che durante il saggio ha svolto anche il ruolo di presentatrice, illustrando e spiegando ai presenti gli esercizi svolti dagli allievi e raccontando alcune semplici nozioni e curiosità sul mondo dei cavalli

Le sedute si svolgono presso due strutture: Il Maneggio della Scuola di Applicazione e Istituto di Studi militari dell’Esercito in Corso Galileo Ferraris 200 a Torino e la Società Ippica Torinese, in Strada dei Cacciatori 113 a Nichelino, To.

Volendo entrare nello specifico con  Riabilitazione Equestre integrata si intende un’ attività con uso del cavallo proposta a soggetti con problemi fisici, psichici, cognitivi, comportamentali, sociali. La Riabilitazione Equestre rappresenta una delle poche opportunità concrete di percorso riabilitativo, cioè di passaggio da una forma di riabilitazione tecnica (ippoterapia) ad una riabilitazione integrata (rieducazione equestre e volteggio) e poi sociale (equitazione sportiva per disabili).

 

Il saggio si strutturava in due parti: nella prima i ragazzi si esibivino nel Lavoro di Sella: Ippoterapia e Rieducazione Equestre, nella seconda un nuovo gruppo si cimentava nel Volteggio Terapeutico.

Eleonora, prima dell’inizo del saggio, ha spiegato che l’associazione A.P.R.E.S., in collaborazione con il Lions Club Torino Collina e la Scuola di Applicazione Militare di Corso Galileo Ferraris, opera in questo settore da 34 anni. Quest’anno al progetto hanno partecipato 39 allievi di 22 scuole elementari e medie di Torino, aggiungendo che al corso possono partecipare ragazzi dagli otto ai quindici anni di età. Solo pochi di loro erano al primo anno di attività, infatti il percorso  di terapia intrapreso con il cavallo è di lunga durata, viene svolto durante l’orari scolastico e comprende  lezioni pratiche  e teoriche. Le lezioni di pratica vengono svolte al maneggio con turni da 45 minuti e, una volta tornati in classe, i ragazzi possono imparare molte cose sul mondo del cavallo  grazie al manuale “Insieme in classe, insieme in maneggio” fornito dall’associazione. In alcune delle lezioni pratiche i ragazzi con disabilità hanno potuto essere accompagnati al maneggio dal resto della loro classe, questo è un’altro momento davvero importante per l’apprendimento e l’integrazione. I cavalli che vengono utilizzati per la terapia sono di razza “nervina” e vengono normalmente montati dai militari per il campo a ostacoli, non si utilizzano attrezzature specifiche per svolgere l’attività ad eccezione di una scalette larga e stabile che facilita il montare in sella degli allievi. Il lavoro al passo per questi animali è molto duro e stressante e  per questo motivo vengono fatti galoppare per mezz’ora prima di ogni lezione, rendendo più agevole la loro fatica successiva.  Eleonora ha aggiunto che tutti i  terapisti e ausiliari sono ragazzi volontari che arrivano da un percorso di studi mirato, sono laureati in Scienze dell’educazie o Ecologia con Master in Riabilitazione  Equestre e conoscono molto bene il mondo dell’ Ippoterapia.

 

Durante il Lavoro di Sella l’allievo, con l’aiuto del terapista e dell’ausiliario (persona di cui il cavallo si fida), fa passare il cavallo all’interno di un percorso segnato con pali di legno e conetti all’interno dei quali fare lo slalom. Successivamente, con il cavallo sempre in movimento, doveva posare una tazzina sopra un lungo palo posizionato verticalmente: questo tipo di attività sviluppa la coordinazione occhi-mano. Quando l’animale deve girare a destra ogni comando viene dato con il braccio e il piede destro, l’inverso se si ha la necessità di girare a sinistra, questi esercizi servono per migliorare la simmetria. Il Lavoro di Sella è una terapia dedicata a persone con disabiltà fisico-motorie, è utile a migliorare l’autonomia dei ragazzi e la loro coordinazione, accresce la loro consapevolezze e sviluppa le potenzialità residue.

 

Più tardi è stata la volta del Volteggio Terapeutico. In queso caso l’unico cavallo utilizzato viene bardato con fasce bianche e al posto della sella ha delle maniglie che facilitano le piccole acrobazie che i ragazzi dovevano compiere. Al centro del campo era stato posizionato il cavallo finto, un manichino fatto di ferro, sul quale gli allievi potevano simulare le figure che successivamente sarebbero andati a svolgere sul cavallo vero. Le varie acrobazie vengono fatte sia con il cavallo al passo, sia con il cavallo al trotto. Il Volteggio Terapeutico, dedicato a disabilità intellettive, sviluppa le capacità di lavoro in squadra e la socializzazione, aiuta a relazionarsi e insegna la disciplina.

 

A questa giornata di festa hanno partecipato anche i compagni di classe dei ragazzi impegnati nel saggio, come noi osservavano i loro compagni da una postazione sporaelevata che permetteva un visule perfetta e hanno incoraggiato i loro amici con numerossissimi applausi e grida di gioia e stupore. Inoltre è stato ospite dell’Associazione A.P.R.E.S. l’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris che ha potuto ammirare il lavoro e i progressi fatti dai ragazzi e complimentarsi con tutti loro.

 

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Articolo a cura di Gabriele e Marta