Noi ragazzi del Servizio Civile, all’interno del progetto “Espressioni Differenti” – “Motore di Ricerca: Comunità Attiva” e “InGenio”, incontreremo nel corso dell’anno, associazioni e cooperative del territorio dove si tengono laboratori e attività rivolti a persone con disabilità.

 

Giovedì 23 Marzo 2017 abbiamo partecipato al laboratorio “Biblioteatrando”, una delle attività del progetto Meridiano, promosso dall’associazione “Fuorigioco” in collaborazione con la Biblioteca Alberto Geisser.

All’interno del progetto di rappresentazione teatrale dei testi letti, il laboratorio propone opportunità e occasioni di integrazione tra giovani e adulti con disabilità e alunni delle scuole primarie e secondarie del territorio, promuovendo una buona qualità delle relazioni interpersonali attraverso un uso espressivo e comunicativo della parola, del corpo, dello spazio.

Le scuole possono partecipare all’attività grazie al progetto “Crescere in città”, che fra le iniziative propone il più specifico sottoprogetto “ Educazione alla differenze – Il sé e l’altro”  (http://www.comune.torino.it/crescere-in-citta/UT-sealtr-01-ss.htm

http://www.comune.torino.it/crescere-in-citta/UT-sealtr-01-sp.htm ).

 

Il gruppo di lavoro di giovedì 23 era costituito dagli operatori: Ugo, attore ed educatore dell’associazione Fuorigioco; Patrizia e Marina, due bibliotecarie della Geisser; i ragazzi di varie associazioni (La gabbianella, La trottola e La Testarda); ed infine i bambini di una delle classi V della scuola primaria “Leone Fontana”, dell’Istituto Comprensivo “Via Ricasoli”, accompagnati dalla loro maestra.

All’inizio dell’attività ci siamo messi tutti in cerchio e ognuno si è presentato agli altri prima che le bibliotecarie presentassero il racconto che alla fine del percorso sarebbe stato rappresentato: “La camicia della felicità” di Lev Tolstoj. In totale eravamo in circa 40 a partecipare.

La prima attività svolta ha previsto il camminare per la stanza così da pensarla come una piazza gremita di persone, per evitare di lasciare delle “buche” ognuno doveva guardarsi bene intorno e osservare gli altri.

La seconda, invece, dopo aver delimitato lo spazio, creando un sipario immaginario, ha richiesto che una persona per volta “ a sipario aperto” proponesse un’azione, che a specchio tutti gli altri dovevano copiare, stando attenti ai tempi, ai movimenti del corpo e le espressioni del viso.

La terza attività, dopo la delimitazione degli spazi associati a diverse emozioni (3 cerchi: rabbia, allegria e tristezza), ha richiesto di esprimere ai partecipanti le emozioni attraverso il linguaggio verbale e non verbale.

Dopo queste attività, Patrizia ha letto ad alta voce la storia omettendo il finale e chiedendo agi partecipanti di crearne uno. Così sono stati costituiti 5 gruppi, composti dai ragazzi delle associazioni e i bambini della scuola, che hanno lavorato insieme per ideare il loro finale. Dopo circa 15 minuti ogni gruppo ha messo in scena il proprio finale, ed è stato interessante notare come questi fossero non solo diversi fra loro, ma anche totalmente diversi da quello originale, letto alla fine di tutte le presentazioni.

Durante quest’ultima attività di gruppo è stato possibile notare come i bambini, senza nessun tipo di pregiudizio hanno collaborato attivamente insieme ai ragazzi con diverse disabilità. Si è creato un ambiente creativo ed espressivo molto allegro, nonostante qualche gruppo abbia rappresentato un finale dalle tinte tragiche. Ma tutto sommato, il sentimento di ilarità e divertimento è quello che ha accompagnato le poche ore di laboratorio.

Durante il lavoro di gruppo abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con Ugo, che ci ha raccontato che il laboratorio Biblioteatrando è attivo ormai da anni. Prima si svolgeva in una piccola stanza della biblioteca Gabriele D’Annunzio, in via Maccarelli, invece, da quando si sono trasferiti alla Geisser hanno a disposizione uno spazio più ampio ed adeguato.

Tutti i partecipanti al laboratorio, considerato che ogni giovedì c’è una classe diversa, sono circa 400 persone. Possono partecipare tutte le scuole della città di Torino e non solo del quartiere ed Ugo ci ha sottolineato che questo è l’unico progetto delle biblioteche che propone un’iniziativa di integrazione con il mondo della disabilità ed infatti il clima di partecipazione attiva che si viene a creare ne rimarca l’importanza e l’utilità.

Gli abbiamo chiesto informazioni sul rapporto dell’associazione Fuorigioco, in particolare questo progetto, con gli altri servizi e le istituzioni. Il rimando non è stato totalmente positivo, nel senso che Ugo da operatore e lavorando con educatori percepisce un impegno unidirezionale, cioè loro si impegnano molto nelle diverse attività, ma non sempre c’è partecipazione attiva da parte delle istituzioni. In merito a tale situazione indicativamente nei primi di giugno si terrà uno spettacolo o presso la villa della bela Rosin, oppure fuori alla biblioteca Geisser, non solo per mettere in scena il lavoro svolto durante i mesi di laboratorio ma anche per farsi notare di più.

Per concludere Ugo ci ha riferito che il lavoro che svolge lì in Biblioteca è molto appagante e si augura che in un prossimo futuro, qualche rappresentante delle istituzioni vada a recitare insieme a loro, proprio come fanno i diversi bambini.

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Per info:

mail ugo.giletta@tiscalinet.it

Tel. 347.7746214

 

Articolo a cura di Anna e Gabriele.