Noi, volontari del Servizio Civile, all’interno del progetto “Espressioni Differenti” – “Motore di Ricerca: Comunità Attiva” e “InGenio”, incontreremo nel corso dell’anno, associazioni e cooperative del territorio dove si tengono laboratori e attività rivolti a persone con disabilità.

 

Lunedì 16 Gennaio 2017 siamo stati al Dojo dei Ciliegi, in Via Andreis 18/10.

Il Dojo dei Ciliegi è un luogo dove la pratica delle arti marziali è rivolta a tutti: bambini, adolescenti, adulti, adulti con disabilità, profughi e rifugiati.

 

Attraverso le realtà territoriali e della Pubblica Amministrazione, al Dojo si sono realizzati diversi progetti e, nello specifico, per quanto riguarda le persone con disabilità, il progetto “Il drago e la tigre” che da l’opportunità alle persone interessate di fare lezioni di  JūJitsu  una volta a settimana.

 

Il jūjitsu è un’arte marziale giapponese il cui nome deriva da jū (“flessibile”, “cedevole”, “morbido”) e jutsu (“arte”, “tecnica”, “pratica”). Prevalentemente è un’arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese: Hey yo shin kore do, ovvero “Il morbido vince il duro”. In molte arti marziali, oltre all’equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel jujitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall’avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell’applicare una determinata tecnica proprio nell’ultimo istante dell’attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l’avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.

 

Noi ragazzi abbiamo preso parte, come osservatori, ad una lezione di allenamento. Tutti i partecipanti, circa 15 persone, hanno iniziato con il riscaldamento e proceduto con esercizi specifici. Essendo divisi per grado di competenze acquisite, contraddistinte dal colore della cintura che indossavano, quelli con un grado più alto verso la fine della lezione si sono cimentati nell’eseguire alcune mosse. È stato molto interessante, soprattutto vedere come i ragazzi riuscissero ad eseguire al meglio le mosse e le figure. Ci ha colpito, inoltre, l’impegno dei ragazzi e il clima di collaborazione che si respirava all’interno della palestra.

 

Alla fine dell’incontro abbiamo avuto la possibilità di parlare e fare qualche domanda ai ragazzi che frequentano il corso. Abbiamo chiesto loro come si trovassero e se fossero interessati all’attività e la maggior parte dei ragazzi si ritiene soddisfatta e partecipa con piacere alle lezioni, ma non è mancato chi ha storto il naso. Poi, abbiamo chiesto da quanto tempo praticassero jujitsu e le risposte sono state varie, chi da pochi mesi, chi da tanti anni come ad esempio Anna, una ragazza che da poco ha sostenuto l’esame per la cintura marrone, uno dei livelli più alti per gli allievi di arti marziali.

Circa l’utilità del corso,  è stata riconosciuta l’importanza del movimento e dello sport come pratiche che aiutano al benessere fisico e psicologico, in particolare  l’attività viene riconosciuta utile al fine di rilassarsi e concentrarsi. In conclusione, abbiamo chiesto un parere sulle possibili migliorie da apportare al corso, ma, sebbene queste siano auspicate, non sono state avanzate proposte concrete. Comunque, è un corso che consiglierebbero a tutti.

 

Oltre ai ragazzi, abbiamo fatto qualche domanda ai responsabili nonché istruttori del corso Valentina e Massimo. Ci è stata presentata una breve storia del corso, nato circa 15 anni fa con sede in via Egidi con l’obiettivo di far conoscere e praticare le arti marziali ad un pubblico più ampio. Valentina si occupa dal corso da 6 anni insieme a Massimo e altri due istruttori. Fino a qualche anno fa le lezioni contavano un piccolo gruppo composto da 4/5 partecipanti, mentre negli ultimi anni il numero è aumentato parecchio, fino ad arrivare ad un gruppo di circa 15 allievi. Questo incremento viene percepito come segno che l’attività piace.

Il corso è così strutturato: un incontro alla settimana dal mese di ottobre a quello di maggio con la possibilità di passare da una cintura all’altra, attraverso il superamento di esami. Alla domanda se ci fossero delle difficoltà particolari nella gestione del corso, Valentina e Massimo ci hanno fatto notare che il numero degli allievi non è proporzionato al numero dei maestri, in quanto di norma ognuno di loro dovrebbe seguire massimo una coppia di allievi, anche perché ogni ragazzo si trova ad un livello differente.

Infine, per quanto riguarda il rapporto con gli altri servizi sociali presenti sul territorio, si sono resi disponibili ad eventi comuni tanto che, circa due anni fa hanno preso parte alla realizzazione di un video di presentazione dei laboratorio presenti a Torino. In futuro, i ragazzi saranno entusiasti di dimostrare le competenze acquisite in altre manifestazioni.

 

Altre foto

Ringraziamo il “Dojo dei Ciliegi” per averci accolto e speriamo di ritornare presto, magari da allievi!

 

Di seguito i contatti

sito http://www.dojodeiciliegi.it

mail info@dojodeiciliegi.it

Tel. 334 621 2655

pagina FB www.facebook.com/dojodeiciliegi/

 

Articolo a cura di Anna, Gabriele, Marta e Paola.