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giovedì 27 febbraio 2020

Requisiti reddituali

Una delle condizioni necessarie per il diritto alle provvidenze economiche a favore di tutte le categorie di minorati civili è lo stato di bisogno economico, accertato con riferimento ai soli redditi personali del minorato, senza considerare quelli del nucleo familiare di cui fa parte (l. 33/1980, art. 14 septies – quarto comma).

Sono valutabili i redditi di qualsiasi natura calcolati agli effetti dell’IRPEF al lordo degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Sono compresi tra i redditi da dichiarare quelli:

  • soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
  • prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
  • da lavoro, conseguiti presso Enti Internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
  • da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
  • relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
  • relativi al reddito della casa di abitazione (msg. 31976 del 21.9.2005).

Sono esclusi dal computo:

  • le pensioni, gli assegni e le indennità corrisposte o da corrispondere ai minorati civili;
  • le pensioni di guerra e le relative indennità accessorie;
  • gli assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
  • le rendite infortunistiche Inail;
  • le pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
  • i soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
  • i sussidi di carattere assistenziale (circ. 223 del 23.10.1998);
  • le rendite corrisposte in Italia dall’ assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS (msg. 94 del 2003).

Va sottolineato che la normativa in materia di invalidità civile (d.m. 553 del 31 ottobre 1992) prevedeva, nell’accertamento della sussistenza del requisito reddituale per un determinato anno, la considerazione del reddito dell’anno precedente con riferimento al limite di reddito stabilito per l’anno in questione (fino al 1991 si era fatto riferimento al reddito presunto dell’anno in corso, rapportato al limite di reddito previsto per lo stesso anno).

A decorrere dal 1° marzo 2009 – data di entrata in vigore della l. 14/2009, art. 35, commi da 8 a 13 – in sede di prima liquidazione delle prestazioni agli invalidi civili dovrà essere considerato il reddito dell’anno in corso, dichiarato in via presuntiva dall’interessato, fermi restando i limiti di reddito stabiliti per l’anno 2009.

La previsione normativa sopra citata stabilisce al c. 9 che – in sede di prima liquidazione di una prestazione – il reddito di riferimento è quello dell’anno in corso, dichiarato in via presuntiva.
Pertanto, per l’individuazione dell’anno da considerare per il reddito rilevante ai fini del riconoscimento delle prestazioni, deve farsi riferimento alla data di decorrenza della prestazione medesima:

  • per decorrenze successive al 1° marzo 2009 vige l’art. 35, cc. da 8 a 13, L. 14 del 27/02/2009 (redditi anno in corso per le prime liquidazioni);
  • per decorrenze dal 1° gennaio 2009 al 1° marzo 2009 vige la disciplina previgente.

L’ innovazione si applica anche alle domande di riconoscimento dello stato di invalidità presentate alle ASL in data antecedente al 1° marzo 2009.
Per le prestazioni con decorrenza anteriore al 2009, il diritto alla corresponsione delle prestazioni stesse per il periodo anteriore al 1° luglio 2009 è riconosciuto sulla base delle disposizioni previgenti. Per la corresponsione dal 1° luglio 2009, la verifica della sussistenza del diritto è effettuata sulla base delle dichiarazioni reddituali rese dal pensionato nell’anno 2009 per i redditi del 2008 che saranno considerati rilevanti per la corresponsione fino al 30 giugno 2010 (circ. 62 del 22/04/2009).

Nell’eventualità in cui – per motivi diversi – l’iter amministrativo per la concessione della provvidenza si sia protratto per più anni e qualora il limite reddituale annuo riferito alla data della domanda amministrativa di prima istanza risultasse superato, la provvidenza stessa dovrà essere concessa dall’inizio dell’anno in cui il requisito reddituale dovesse risultare soddisfatto. Contestualmente dovranno essere notificati all’interessato i motivi della post-datazione della decorrenza.

Nel caso in cui i requisiti reddituali vengano soddisfatti in epoca successiva alla data di diniego della domanda di invalidità, l’interessato dovrà produrre una nuova domanda ed attivare quindi nuovamente l’intero procedimento amministrativo nella duplice fase dell’accertamento sanitario e del concorrente requisito reddituale. I benefici economici decorreranno dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della nuova domanda.

Se, successivamente alla concessione della pensione, il reddito dell’invalido supera il limite massimo stabilito per l’anno di riferimento, si fa luogo alla revoca della pensione. L’aumento dei redditi deve essere denunciato dallo stesso interessato, il quale assume l’obbligo di comunicare ogni variazione della sua situazione reddituale.

Qualora i limiti reddituali vengano superati in presenza di eventi straordinari non destinati ad incidere durevolmente sul patrimonio dell’interessato (es. liquidazione arretrati) la prestazione deve essere solo sospesa e ripristinata dopo la sospensione per l’anno o gli anni in cui si verifica il superamento dei prescritti limiti reddituali.

Nel caso in cui, successivamente alla revoca della pensione o dell’assegno mensile il reddito subisca una riduzione o, comunque, venga a risultare inferiore al limite previsto dalla legge, la provvidenza potrà essere concessa su domanda dell’interessato, corredata da idonea documentazione. In tal caso non è necessario attivare la procedura prevista per l’accertamento dell’invalidità, a meno che l’Ente concessore della prestazione non ritenga possibile, in considerazione del lungo tempo trascorso dal precedente accertamento, una modificazione della situazione sanitaria e quindi intenda sottoporre l’interessato a nuovo accertamento sanitario.

L’accertamento dei requisiti reddituali è effettuato dall’ente che decide la concessione della prestazione. L’Inps, in qualità di ente erogatore, può verificare l’esattezza dei dati forniti e procede annualmente alla verifica dei redditi.

Fonte: inps.it


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 30 Settembre 2019
 
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