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sabato 18 agosto 2018

Pensioni e compimento dei 18 anni

Mio figlio minore di diciotto anni era stato riconosciuto “invalido con totale e permanente inabilità lavorativa e con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”. Compiuti i diciotto anni, non sapevamo di doverlo sottoporre a nuova visita di accertamento di invalidità civile. Ora presenterà come maggiorenne domanda di accertamento, ma nel frattempo ha compiuto diciannove anni: significa che perderà un anno di indennità di accompagnamento?

Risposta

” La circolare n. 10 del 7 giugno 1993 del Ministero dell’Interno trattava, al punto 3, gli adempimenti previsti al compimento della maggiore età di minori invalidi civili, ciechi civili e sordomuti, già titolari di provvidenze. Essa disponeva che le Prefetture assegnassero al soggetto minore titolare di indennità di accompagnamento,al compimento della maggiore età,un codice fascia provvisorio e contestualmente predisponessero d’ufficio, in tempi utili,visita di revisione dello stato invalidante. Nel contempo veniva sottolineato che per le ulteriori provvidenze (ad esempio pensione di inabilità) che possono essere riconosciute soltanto dal compimento della maggiore età, dovesse essere presentata nuova e specifica istanza da parte dell’interessato all’USL di competenza, con decorrenza del beneficio dal mese successivo alla presentazione della stessa. A seguito del passaggio di competenze all’INPS in materia di invalidità civile, sono stati emanati in materia alcuni messaggi, da cui si rileva quanto segue:

  • le sedi dell’Istituto debbono mensilmente provvedere all’invio alle Prefetture, con sei mesi di anticipo rispetto al compimento del 18mo anno di età, delle liste delle indennità di accompagnamento, erogate, a vario titolo, a favore di minori , affinchè la Prefettura possa disporre i necessari accertamenti sanitari, volti a verificare il permanere del diritto alla provvidenza;
  • il pagamento di tali prestazioni non deve essere sospeso ma alle stesse deve essere assegnato un codice fascia provvisorio, in attesa dell’esito di detti accertamenti;in caso di conferma viene successivamente assegnato un codice definitivo;
  • il pagamento, invece, cessa se a seguito della visita non risulta confermato lo stato invalidante, con decorrenza dal mese successivo all’accertamento sanitario;
  • per il ricoscimento del diritto a pensione di inabilità (benchè il diritto all’indennità di accompagnamento presupponga la totale inabilità) è necessario che l’interessato presenti all’ASL specifica domanda di pensione, i cui effetti decorreranno dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione;
  • nel caso in cui sia già avvenuto l’accertamento sanitario d’ufficio, l’interessato può avvalersi di questo riconoscimento previa presentazione della domanda di pensione all’ente di competenza, anzichè all’ASL.

Si conclude che, nel caso oggetto del quesito, l’interessato, se già non è stato sottoposto d’ufficio a visita medica di revisione, deve presentare apposita domanda di pensione di inabilità all’ASL. Nell’ipotesi di accoglimento, egli avrà diritto alla continuità dell’indennità di accompagnamento , mentre la pensione di inabilità decorrerà dal mese successivo alla presentazione dell’istanza (salvo diversa decorrenza prevista dalla Commissione medica).”

Aprile 2008


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 20 marzo 2012
 
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