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giovedì 14 dicembre 2017

Le visite fiscali

Con il decreto legislativo n. 75 del 27 maggio 2017, noto come decreto Madia, è stato istituito il Polo unico Inps per il Pubblico impiego e settore privato, che conferisce all’Inps la competenza esclusiva ad effettuare le visite mediche di controllo (per brevità Vmc), oltre che nel settore privato anche su richiesta delle Pubbliche amministrazioni (datrici di lavoro).

Se sino al 31 agosto 2017 il controllo della reperibilità per malattia per i dipendenti del pubblico impiego e la verifica del loro stato di salute erano di competenza delle Asl , dal 1° settembre sarà il Polo unico a occuparsi in via esclusiva della gestione dei controlli medici fiscali anche nei confronti dei pubblici dipendenti.

La Vmc potrà essere richiesta dal datore di lavoro (pubblico o privato) o potrà essere effettuata anche d’ufficio dal Polo unico. Nel caso di Vmc chiesta dal datore, questi dovrà specificare se, in caso di assenza del lavoratore alla visita domiciliare, dovrà essere effettuata la visita ambulatoriale per accertare l’effettiva esistenza dello stato morboso. Al termine della visita, anche se promossa d’ufficio dall’Istituto, il datore di lavoro potrà conoscere gli esiti dei verbali in modalità telematica.

Le differenze tra i due settori permangono invece per quanto attiene le fasce di reperibilità che sono ancora oggi differenti: per i dipendenti privati le ore di reperibilità sono quattro (10-12 e 17-19), mentre per i dipendenti pubblici sono sette (9-13 e 15-18).

Il datore di lavoro ha poi diritto di chiedere il controllo medico fiscale nei confronti di un dipendente sin dal primo giorno di malattia, quando  l’assenza  si  verifica  nelle  giornate  precedenti  o successive a quelle non lavorative.

Al fine di non incorrere in sanzioni, il dipendente pubblico che fosse costretto ad assentarsi dal proprio domicilio, ad esempio per visite specialistiche, dovrà avvisare unicamente la propria amministrazione che avrà il compito di informare l’Inps della modifica.

Vi sono poi lavoratori, sia nel settore pubblico sia in quello privato che sono esclusi dall’obbligo di reperibilità.  Si fa riferimento, per quanto concerne i lavoratori del Pubblico impiego, a coloro che sono affetti da patologie gravi che richiedono terapie salvavita o da malattie per cui è stata riconosciuta la causa di servizio, da stati patologici sottesi o connessi a una situazione di invalidità riconosciuta (come ad esempio insufficienza cardiaca, insufficienza respiratoria, malattie genetiche o mentali eccetera) o da coloro che si sono infortunati sul lavoro.

Per i dipendenti privati, invece, l’esclusione non opera nel caso di infortunio sul lavoro, né in caso di malattia professionale, mentre è prevista, come nel settore pubblico, per coloro che soffrono di patologie gravi o che sono affetti da malattie che comportano una situazione di invalidità in misura pari o superiore al 67 %.

Con l’introduzione del Polo unico nulla vieta, infatti, che un lavoratore possa essere sottoposto a due visite fiscali nell’arco della stessa giornata e soprattutto a ridosso di festività e weekend.

 

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 26 settembre 2017
 
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