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mercoledì 13 dicembre 2017

Il ricorso

Dal primo gennaio 2012 l’articolo 38 della Legge 111/2011 ha modificato il Codice di procedura civile, introducendo il 445 bis che prevede l’accertamento tecnico preventivo obbligatorio per le controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonchè di pensione di inabilità e di assegno di invalidità.

Il cittadino che intenda opporsi ad una decisione dell’INPS, presenta al Tribunale l’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie; l’espletamento dell’accertamento tecnico preventivo costituisce condizione di procedibilità.

Il Giudice, all’ udienza di comparizione, nomina il consulente tecnico d’ufficio che dovrà trasmettere la bozza di relazione alle parti (INPS e Cittadino), nel termine stabilito dal giudice. Con la stessa ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono comunicare al consulente le proprie osservazioni e il termine entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la propria relazione.

Terminate le operazioni di consulenza, il Giudice fissa il termine entro il quale le parti devono dichiarare se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio; in assenza di contestazione, il Giudice, entro trenta giorni, omologa con decreto l’accertamento del requisito sanitario presentato nella relazione del consulente.

Il decreto è inappellabile, cioè non si possono più presentare ricorsi e viene notificato agli enti competenti che provvedono previa verifica dei requisiti previsti dalla normativa vigente, al pagamento delle relative prestazioni, entro 120 giorni.

Al contrario, nei casi di mancato accordo, la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio, deve depositare il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione. Da quel momento può iniziare l’iter con le udienze, e la presentazione delle consulenze di parte.

La successiva sentenza è inappellabile: per le cause di invalidità c’è un solo grado di giudizio

Le nuove disposizioni sono entrate in vigore dal primo gennaio 2012.


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 13 ottobre 2015
 
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