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sabato 20 aprile 2019

Assistenza

Insieme di compiti della pubblica amministrazione che consiste nella fornitura di prestazioni, normalmente gratuite, dirette all’eliminazione delle disuguaglianze economiche e sociali all’interno della società. È espressione dello stato sociale, che si preoccupa di promuovere il benessere di tutti i cittadini, di eliminare le condizioni di bisogno in modo da consentire a tutti l’effettivo godimento dei diritti civili e politici e garantire il libero sviluppo della personalità.

L’ordinamento costituzionale considera compito fondamentale della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese (art. 3, co. 2, Cost.). Dal secondo dopoguerra ha iniziato a diffondersi il concetto di sicurezza sociale, che trova la sua espressione nel principio di solidarietà sociale enunciato all’art. 38, co. 1, della Costituzione, secondo cui ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

Il d.p.r. 617/1977 ha fatto confluire le funzioni di beneficenza pubblica nell’ambito delle attività di sicurezza sociale che attengono alla predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti o a pagamento, o di prestazioni economiche, in denaro o in natura, a favore dei singoli o gruppi, qualunque sia il titolo in base al quale sono individuati i destinatari, anche quando si tratti di forme di a. a categorie determinate.

Il sistema assistenziale ha la sua disciplina quadro nella l. 238/2000, la quale stabilisce che «la Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli art. 2, 3 e 38 della Costituzione». Ai sensi della legge in questione, per «interventi e servizi sociali» si intendono le attività previste dall’art. 128 del d. legisl. 112/1998: le attività relative alla predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti e a pagamento o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso della vita (a esclusione delle prestazioni previdenziali e sanitarie).

Alla gestione e all’offerta dei servizi possono partecipare, accanto ai soggetti pubblici, anche soggetti privati (tra i quali, organismi non lucrativi di utilità sociale, organizzazioni di volontariato di a. e beneficenza, organismi di cooperazione ecc.), in qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi.

Per quanto riguarda i destinatari, la legge stabilisce che hanno diritto di usufruire delle prestazioni e dei servizi del sistema integrato di a. e servizi sociali i cittadini italiani e, nel rispetto degli accordi internazionali, con le modalità e nei limiti definiti dalle leggi regionali, anche i cittadini di Stati appartenenti all’Unione Europea e i loro familiari, nonché gli stranieri titolari della carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a 1 anno e i minori iscritti nella loro carta di soggiorno o nel loro permesso di soggiorno (d. legisl. 286/1998, art. 41).

Relativamente alla ripartizione di competenze in materia di servizi sociali, allo Stato spettano le funzioni espressamente indicate dalla legge, tra le quali stabilire la programmazione e il coordinamento della politica sociale e la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; alle regioni e agli enti locali spetta una competenza residuale su tutte le funzioni non espressamente attribuite allo Stato e all’INPS (d. legisl. 112/1998, art. 129-131).

A., salvataggio e recupero di relitti

L’esistenza o meno di una collaborazione da parte di una nave o di un aeromobile in pericolo di perdersi distingue la prestazione dell’a. dall’attività di salvataggio. Tuttavia la distinzione non ha rilievo concreto, perché nell’ambito marittimo la figura è trattata unitariamente, mentre il codice della navigazione, pur distinguendo tra l’a. e il salvataggio aeronautici, non prevede per essi una differente disciplina. La materia è pertanto trattata unitariamente nell’istituto del soccorso, che si realizza quando, in presenza di uno stato di pericolo, viene prestata un’attività a favore di navi o aeromobili, di cose o di persone. In quanto presuppone l’attualità del pericolo, il soccorso si distingue dall’istituto del recupero , inteso ad annullare le conseguenze di un pericolo già realizzato. Nello stesso ambito concettuale si colloca il ritrovamento dei relitti, che si differenzia dal recupero in quanto frutto di attività casuale e non intenzionalmente rivolta a quel fine.


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 5 Marzo 2012
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