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martedì 24 ottobre 2017

Congedo straordinario retribuito

Per assistere un proprio parente o il coniuge in situazione di handicap grave, è possibile usufruire di due anni di congedo retribuito nell’arco dell’intera vita lavorativa (finché sussiste la condizione di handicap con gravità). Il congedo può essere utilizzato anche in modo frazionato, sia nel tempo, sia fra i due genitori, ma non può essere utilizzato contemporaneamente da entrambi. Il frazionamento può essere effettuato in mesi, in settimane, o singole giornate intere. Se il congedo viene fruito in modo frazionato, i due periodi devono essere intervallati da un rientro al lavoro.

Possono fruire del congedo straordinario:

  • i genitori, anche di figlio maggiorenne
  • i fratelli o le sorelle conviventi, se i genitori sono deceduti o totalmente inabili
  • il coniuge convivente
  • i figli conviventi.

Se il figlio è maggiorenne e non è convivente, occorre che l’assistenza sia prestata in via continuativa ed esclusiva dal richiedente.

Attenzione: il congedo retribuito non è retroattivo, ciò significa che se si intende usufruire di un periodo di congedo non retribuito, in attesa del riconoscimento di handicap grave, non è possibile richiedere la retroattività. Inoltre, poiché il congedo straordinario per motivi familiari è consentito fino ad un massimo di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa del richiedente, tale periodo comprende i congedi straordinari retribuiti e non retribuiti.

Retribuzione: durante il periodo di congedo, il lavoratore percepisce un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa. L’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di 36.151,98 euro annue per il congedo di durata annuale (l’importo è rivalutato annualmente, sulla base della variazione dell’indice ISTAT).

Tredicesima:  l’indennità corrisposta comprende il rateo per tredicesima mensilità, altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi ecc.

Ferie: per i dipendenti pubblici, l’INPDAP ha previsto che il congedo incida negativamente sulla maturazione delle ferie, salvo indicazioni più di favore dei singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 23 giugno 2016
 
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